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06/12/14

DOMENICA AL MUSEO - MUSEI GRATIS LA PRIMA DOMENICA DEL MESE!

DOMENICA MUSEI GRATIS PER TUTTI 
Torna il 7 dicembre #DomenicalMuseo, dove tutti i musei e le aree archeologiche statali saranno visitabili gratuitamente


Il 7 dicembre 2014, in concomitanza con la prima domenica del mese ad ingresso gratuito nei musei statali è prevista anche una giornata speciale in occasione della “Giornata nazionale dell’archeologia, del patrimonio artistico e del restauro”.


PALAZZO MILZETTI - MUSEO NAZIONALE DELL'ETÀ NEOCLASSICA IN ROMAGNAVia TonducciFaenza (RA) - 48018http://www.palazzomilzetti.jimdo.com

04/12/14

PRENDE IL VIA IL NATALE DI FAENZA C'ENTRO

Finalmente siamo entrati nel mood natalizio grazie all'accensione delle luminarie e del grande albero!

Tante le iniziative e le animazioni che abbiamo pensato per valorizzare ed animare il cuore della città in occasione delle festività.

Sotto un cielo di luci tra giardini incantati, i negozi Faenza C'entro vi aspettano per uno speciale shopping natalizio!
Oltre agli immancabili protagonisti del Natale: il trenino, la carrozza e la pista del ghiaccio, quest'anno non mancano alcune iniziative per facilitare l’accessibilità alle zone centrali della città ed incentivare l’uso di mezzi pubblici.

Da una parte Faenza C’entro, in collaborazione con Viaggi Erbacci, propone “Più buoni a Natale”, l’iniziativa che riserva tanti coupon con sconti fino al 50% nei negozi associati a chi usufruisce nel mese di dicembre della navetta Green-Go Bus per recarsi in centro. Un’altra offerta, in collaborazione con MOVS, riguarda invece l’accesso delle auto: infatti, chi scaricherà e si iscriverà alla nuova App per il pagamento della sosta entro il 31 dicembre, riceverà un omaggio di 2 euro (utilizzabile fino al 31 gennaio).

http://www.faenzacentro.it/it/2011-05-02-12-33-35/125-natale-faenza-2014

Un'immancabile protagonista del Natale si sta preparando ad allietare grandi e piccini...Restate connessi per sapere quando ci sarà l'inaugurazione della favolosa pista del ghiaccio!

http://www.faenzacentro.it/it/dicembre-2014/pista-del-ghiaccio-2

Allestimenti floreali nel centro storico di Faenza

L'albero: la magia dei simboli
dal 6 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015

Fioriscono i giardini d'inverno con installazioni e allestimenti floreali per tutto il centro.
Vota il Giardino Preferito: cerca la mappa dei Giardini di Natale e vota il tuo preferito, imbucando la cartolina nell’urna presente presso l’ufficio della Pro Loco.

INAUGURAZIONE UFFICIALE

Sabato 6 dicembre 2014 ore 16 - Sala del Consiglio Comunale
Piazza del Popolo, 31
Ecco la mappa dei Giardini di Natale


TEATRO MASINI

Per il ventesimo anno consecutivo si conferma la collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Faenza e Accademia Perduta/Romagna Teatri per la realizzazione della Stagione del Teatro Masini. Una Stagione Teatrale che resterà fedele ed ancorata ai tradizionali punti saldi che hanno fatto del Masini un’eccellenza e un punto di riferimento culturale della città: pluralità di linguaggi, innovazione progettuale e altissima qualità delle proposte. Certamente, tra le caratteristiche principali delle Stagioni del Teatro Masini figura altresì la sua dinamicità: anno dopo anno, tante sono state le “sorprese” che ne hanno impreziosito la programmazione; nuove rassegne,incontri con gli Artisti e, lo scorso anno, l’inaugurazione dello spazio del Ridotto con un apposito cartellone dedicato alla più interessante contemporaneità teatrale. Anche la Stagione 2014/15, in quest’ottica di movimento, di non staticità, presenta l’introduzione di un nuovissimo cartellone che amplierà la proposta artistica del Ridotto, rendendo l’offerta del Teatro Masini quanto più “totale” possibile.
Entrando nello specifico, la Stagione Teatrale 2014/15 del Masini, realizzata grazie al fondamentale sostegno di FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA, TAMPIERI Financial Group e S.F.E.R.A. Farmacie Comunali Faenza, Imola, Medicina, sarà composta da una trasversalità di rassegne composta da: Prosa, Teatro Comico, Danza, Teatro Ragazzi (a sua volta diversificato tra le Favole della domenica pomeriggio e le matinée di Teatro Scuola), Operetta, Musica. Torneranno altresì gli attesi e stravaganti appuntamenti con i Protagonisti, una delle più “giovani” rassegne del Teatro Masini che, come nelle precedenti edizioni, porterà a Faenza spettacoli molto particolari e linguaggi “altri”, sfuggenti ad un preciso genere teatrale. Come accennato, la proposta teatrale del Ridotto sarà notevolmente ampliata: confermando la rassegna “Al Ridotto”, votata alle più interessanti esperienze della contemporaneità che, quest’anno, sarà composta da ben cinque spettacoli, la Stagione 2014/15 presenterà la novità assoluta di “Il Ridotto dei Piccoli” che porterà a Faenza tre spettacoli della grande tradizione dei burattini, portati in scena da formazioni e storiche famiglie d’Arte di questa particolare forma di spettacolo popolare.
La Stagione di Prosa sarà inaugurata dall’amatissimo Michele Placido, interprete principale e regista di una rilettura del Re Lear shakespeariano; seguirà un’intensa Giuliana De Sio in Notturno di donna con ospiti di Annibale Ruccello. Il terzo appuntamento in programma sarà con Pamela Villoresi e Claudio Casadio, protagonisti di Il mondo non mi deve nulla, nuovissima co-produzione di Accademia Perduta diretta da Francesco Zecca che, dopo l’esperienza di Oscura immensità, prosegue la fortunata collaborazione con Massimo Carlotto. Sarà poi la volta di Annamaria Guarnieri nel drammatico Sinfonia d’autunno di Ingmar Bergman con la regia di Gabriele Lavia. Pierfrancesco Favino sarà in seguito protagonista del divertentissimo Servo per due, pièce tratta da Il servitore di due padroni di Goldoni. In chiusura di cartellone, Tato Russo presenterà la sua versione teatrale di Il fu Mattia Pascal di Pirandello, mentre Massimo Ghini ed Elena Santarelli saranno i protagonisti dell’intramontabile Quando la moglie è in vacanza di George Axelrod, con la regia di Alessandro D’Alatri.
Gli appuntamenti di Teatro Comico avranno per “apripista” il simpaticissimo Giovanni Vernia, cui seguirà Teresa Mannino con il suo nuovo spettacolo Sono nata il ventitrè, Alessandro Fullin con Piccole gonne, liberamente tratto da Little Women della Alcott e l’amatissimo Giuseppe Giacobazzi con il monologo Un po’ di me (genesi di un comico). Come nelle passate edizioni, tornerà poi, fuori abbonamento, la serata finale del concorso nazionale per cabarettisti emergenti Faenza Cabaret – Premio “Alberto Sordi”, organizzato dall’Associazione Cultura e Sport “I Fiori”, che giunge alla sua 12° edizione.
Per i bambini e le loro famiglie non mancheranno i tradizionali e sempre più seguiti appuntamenti della domenica pomeriggio con le Favole, rassegna che da qualche anno sta registrando il più alto incremento di pubblico e che sarà composta, in egual misura, da fiabe classiche e da storie contemporanee ed originali.
“Fuori abbonamento”, la rassegna ospiterà anche un’importante proposta internazionale: la compagnia Merlin Theater di Timisoara (Romania) con La Bella e la Bestia, spettacolo in lingua rumena (con traduzione simultanea), evento realizzato in collaborazione con la città di Timisoara gemellata con Faenza a sostegno della candidatura di Timisoara – Capitale Europea della Cultura 2021.
Le tradizionali Operette della domenica pomeriggio proporranno al loro affezionato pubblico alcuni classici del repertorio operettistico internazionale: Tè per due della compagnia Corrado Abbati, La vedova allegra della Compagnia Italiana di Operette e Al Cavallino Bianco della Compagnia Teatro Musica Novecento.
Per quanto riguarda il cartellone di Danza, l’apertura di Stagione sarà affidata al prestigioso ensemble Balletto di Mosca “La Classique” con il balletto classico in tre atti Don Chisciotte. Seguiranno i Sonics, la compagnia di performers “volanti”, impegnati nelle mirabolanti acrobazie di Meraviglia, mentre la chiusura del cartellone sarà affidata al Balletto del Sud con Serata Stravinskij.
Ad inaugurare la quarta edizione dei Protagonisti sarà Simone Cristicchi nell’intenso Magazzino 18, racconto dell’esodo degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, partendo da un luogo “simbolo”: il Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. Paolo Rossi sarà poi protagonista di Il colore è una variabile dell’infinito, varietà teatrale e musicale di Roberta Torre, mentre la sempre splendida Lella Costa darà voce alle troppe donne che perdono la vita per mano di un marito, un compagno, un amante, un “ex” in Ferite a morte di Serena Dandini.
L’ampliata Stagione Teatrale ospitata Al Ridotto del Teatro Masini sarà inaugurata da Città di Ebla con il suggestivo Suite Michelangelo, con musiche di Sostakovic, seguita dalla Societas Raffaello Sanzio con il sermone drammatico di Claudia Castellucci Il regno profondo. La prestigiosa collaborazione con il Festival Focus Jelinek porterà al Ridotto Le amanti del Teatrino Giullare, mentre la Compagnia Berardi Casolari presenterà l’intenso In fondo agli occhi, con la regia di César Brie. Chiuderà il cartellone il Teatro Valdoca con Le giovani parole, rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri.
Come annunciato, il Ridotto sarà altresì protagonista di una novità assoluta per la Stagione 2014/15: “Il Ridotto dei Piccoli”, un cartellone di tre spettacoli della grande tradizione dei burattini, programmati nella primavera 2015 e portati in scena da formazioni e storiche famiglie d’Arte di questa particolare forma di spettacolo popolare: Teatro del Drago e Famiglia d’Arte Monticelli, Compagnia Alberto De Bastiani e Centro Teatrale Corniani.
PROSA
Ad aprire il sipario sulla Stagione di Prosa 2014/2015 del Teatro Masini sarà il grande Michele Placido, protagonista e regista del classico Re Lear di William Shakespeare. Re Lear esplora la natura stessa dell’esistenza umana: l’amore e il dovere, il potere e la perdita, il bene e il male, racconta della fine di un mondo, il crollo di tutte le certezze di un’epoca, lo sgomento dell’essere umano di fronte all’imperscrutabilità delle leggi dell’universo. All’inizio del dramma Lear rinuncia al suo ruolo, consegna il suo regno nelle mani delle figlie, si spoglia dell’essere Re, pilastro e centro del mondo, per tornare uomo tra gli uomini. Come un bambino pretende l’amore, Lear esige in cambio della cessione del suo potere, che le figlie espongano in parole i loro sentimenti per lui. Ma Cordelia, la più piccola, sa che l’amore, il vero amore non ha parole e alla richiesta del padre può rispondere solo: “nulla, mio signore”. È questo equivoco, questo confondere l’amore con le parole, che, nel momento in cui le altre figlie si mostreranno per quello che sono, farà crollare Lear rendendolo pazzo (28, 29 e 30 ottobre ore 21).
Giuliana De Sio sarà poi l’interprete principale di Notturno di donna con ospiti, un testo di Annibale Ruccello diretto da Enrico Maria Lamanna. L’azione si svolge in una casa a due piani nella periferia di una metropoli: Adriana porta avanti la sua esistenza, nel caldo afoso, tra canzoni e note di un pianoforte, tra televisione ed una terza gravidanza, con un marito, Michele, che lavora di notte e ritorna a casa all’alba. Una sera accade che strani individui, temuti e desiderati da troppo tempo, si introducano in casa. Improvvisamente riaffiorano senza una logica i ricordi, angoscianti fantasmi del passato, che provocheranno in Adriana una reazione atroce, insensata, ma a lei necessaria per fuggire da quella prigione grigia e ossessiva (2, 3 e 4 dicembre ore 21).
Dopo la felice e fortunatissima esperienza di Oscura immensità, Accademia Perduta prosegue la sua collaborazione con Massimo Carlotto, autore Il mondo non mi deve nulla, testo teatrale che ha ispirato il successivo romanzo. La pièce, co-prodotta con Teatro e Società e CSS Udine, ha per protagonisti Pamela Villoresi e Claudio Casadio mentre la regia è firmata dal giovane Francesco Zecca. Il cuore di Rimini pulsa tranquillo in attesa dell’arrivo chiassoso dei turisti. Adelmo, un ladro stanco e sfortunato, nota una finestra aperta sulla facciata di una palazzina ricca e discreta. La tentazione è irresistibile e conduce l’uomo a trovarsi faccia a faccia con Lise, la stravagante padrona di casa, una croupier tedesca in pensione. Nessuno dei due corrisponde al ruolo che dovrebbe ricoprire e in una spirale di equivoci, eccessi, ironia e comicità si sviluppa un rapporto strano, bizzarro ma allo stesso tempo complesso e intenso sul piano dei sentimenti. Adelmo cerca di arginare la precarietà che lo sta allontanando da un’esistenza normale, Lise invece è convinta di non avere più crediti da riscuotere dal mondo intero e sogna che Rimini si stacchi dalla terra e vada alla deriva per l’eternità. Due personaggi infinitamente lontani, nulla li accomuna, eppure entrambi cercano il modo di essere compresi e amati dall’altro (12, 13 e 14 dicembre ore 21).
Seguirà l’intenso Sinfonia d’autunno di Ingmar Bergman, interpretato da Annamaria Guarnieri e Valeria Milillo con la regia di Gabriele Lavia. La maledizione di Charlotte è il pianoforte. Per il pianoforte Charlotte è stata una pessima madre, una pessima moglie, una pessima amante. Per il pianoforte Charlotte ha rovinato la vita di tutti coloro che le sono stati vicino (20, 21 e 22 gennaio ore 21).
Pierfrancesco Favino sarà poi protagonista del palcoscenico faentino con Servo per due di Richard Bean. Una riflessione diversa su un classico del teatro, Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni, Servo per due nell’adattamento del noto commediografo inglese Richard Bean, si presenta come una commedia comica, con attori che cadono dalle scale, che sbattono le porte, che fanno battute a doppio senso e interagiscono con
il pubblico. Ciò che ha reso lo spettacolo un vero successo è la sua combinazione di commedia visiva e verbale; è un’immersione nel mondo della Commedia dell’Arte passando attraverso seminari di acrobatica, maschere, clowneria, danza e canto (3, 4 e 5 febbraio ore 21).
Seguirà Tato Russo con Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello. Morire per vivere una vita diversa. Ritrovare attraverso mille morti la propria unica ragione d’esistere. Scoprire la propria vera identità al di là delle convenzioni che ci hanno formato. Insomma viaggiare a ritroso dei sé o dei risultati di sé abbandonando la scorza delle apparenze per tentare una scoperta definitiva del proprio io. Questo il viaggio di Mattia Pascal, nell’abisso della contraddizione tra essere e apparire (18, 19 e 20 febbraio ore 21).
A chiudere la Stagione sarà il brillante Quando la moglie è in vacanza, interpretato da Massimo Ghini ed Elena Santarelli per la regia di Alessandro D’Alatri. Una commedia sulle manie erotiche dell’uomo medio e al tempo stesso una feroce satira di costume contro il perbenismo di una certa “middle class” che sembra non avere epoche e che viene messa a confronto con le ambizioni di una ragazza che cerca di ridisegnare una propria personalità attraverso l’impegno nel mondo patinato della pubblicità, della moda o dello spettacolo in generale. Fa da detonare la prorompente fisicità della ragazza che, come un uragano, entra nella banale quotidianità di un maschio irrisolto. Un maschile che più che subire l’attrazione femminile sembra essere spaventato da quell’apparentemente irraggiungibile opportunità. Considerando che sono passati più di sessant’anni dal suo debutto, il testo mantiene ancora intatta la freschezza di uno sguardo sui comportamenti e le relazioni tra maschi e femmine (11, 12 e 13 marzo ore 21).
COMICO D’AUTORE
Gli appuntamenti di Teatro Comico saranno inaugurati dal simpaticissimo Giovanni Vernia con A Teatro, spettacolo che racchiude ogni aspetto della sua verve comica. Dai monologhi in cui Giovanni si racconta in modo esilarante, ai personaggi, all’improvvisazione. Due ore di comicità diretta e brillante su vizi e virtù del nostro Paese. Dopo i successi televisivi legati alle parodie di Marco Mengoni, Fabrizio Corona, il discotecaro Jonny Groove e il cantante Mika, Vernia approda in teatro con uno spettacolo ricco di gag, nuovi personaggi, musica e riflessioni su usi, costumi e nuove mode degli italiani (20 dicembre ore 21).
Sono nata il ventitrè, questo il titolo del nuovissimo spettacolo di Teresa Mannino! In questo suo nuovo lavoro teatrale, la Mannino attraversa strade e temi diversi ed istintivi: l’amore, la vita, il tradimento, gli uomini e le donne, la passione per la conoscenza e per la propria terra. Con la stessa passione racconterà i tormenti di Penelope e quelli della vicina di casa. Si rifarà alle donne, eroine e non, dei classici, per dare consigli e consolare, soprattutto, le amiche con problemi di cuore (25 gennaio ore 21).
Seguirà l’esilarante Alessandro Fullin con Piccole gonne, liberamente tratto dal classico Little Women della Alcott. La storia è nota: Mrs March, una madre estremamente apprensiva, deve sistemare le sue quattro figlie con matrimoni all’altezza delle sue aspettative. Purtroppo, nessuna delle sue figlie (Mag, Jo, Amy, Beth), malgrado siano convinte del contrario, ha molto da offrire ad un giovanotto americano. Mrs March tuttavia non si darà per vinta e, coadiuvata dall’avara Zia March, riuscirà a confezionare bomboniere per ognuna delle sue protette. Questo nuovo spettacolo di e con Alessandro Fullin, realizzato con la compagnia Nuove Forme, nella più schietta tradizione elisabettiana, sarà interpretato da soli attori uomini. Con un’unica eccezione: ma sarà proprio il pubblico che dovrà scoprire chi è l’intrusa su un palco già dominato da tanta femminilità (11 febbraio ore 21).
Chiuderà il cartellone l’amatissimo Giuseppe Giacobazzi con Genesi di un comico (Un po’ di me) che racchiude 20 anni di carriera del comico romagnolo. Lo spettacolo ha tutte le sfumature di “confessione privata” dell’artista, che apre al pubblico il cassetto dei ricordi. Risate e riflessioni per due ore di spettacolo emozionanti (10 marzo ore 21).
Lunedì 16 febbraio alle ore 21, infine, il Teatro Masini ospiterà, come da tradizione e fuori abbonamento, la serata finale della 12° edizione del concorso nazionale per cabarettisti emergenti “Faenza Cabaret – Premio Alberto Sordi”, un appuntamento organizzato dall’Associazione Cultura e Sport “I Fiori” di Faenza e che, anno dopo anno, ha acquisito sempre maggiore attenzione ed importanza (biglietti 14 euro; per gli abbonati alla rassegna Comico 2014/15 del Teatro Masini: 12 euro; prevendite presso Associazione Cultura e Sport “I Fiori”, tel. 0546/30313).
FAVOLE
Gli attesissimi appuntamenti pomeridiani con le Favole prenderanno il via domenica 23 novembre alle ore 16 con il delizioso spettacolo Ancora un Cappuccetto Rosso! del Teatro del Canguro, liberamente ispirato alla fiaba di Perrault, dei fratelli Grimm e ad altre versioni, più antiche e recenti di questo classico per l’infanzia. Cappuccetto Rosso è una delle storie più raccontate, più ascoltate, più viste: non c’è bambino che non la conosca, non c’è adulto che non la ricordi. È proprio su questa ripetitività d’immagini che si basa lo spettacolo. Quante volte il lupo dovrà ancora incontrare la bambina con il cappuccio rosso in testa? Quante focacce la mamma dovrà ancora preparare per portarne qualcuna alla nonna? Quante volte la nonna dovrà ancora essere divorata e la bambina dovrà fare la stessa fine? Insomma quante altre volte si dovrà raccontare questa storia affinché qualche pericolo sia finalmente scongiurato e il lupo rimanga giustamente “gabbato”?
Seguirà una delle più recenti produzioni di Accademia Perduta/Romagna Teatri, Sotto la neve. Minuetto d’inverno, uno spettacolo di Marcello Chiarenza interpretato da Maurizio Casali e Mariolina Coppola. Quando la Signora Verde torna a casa dalle vacanze, si ritrova di fronte ad un ospite inatteso: nel salotto di casa sua sonnecchia uno strano personaggio, simpatico ma un po’ invadente, che si presenta come Signor Bianco. Presto si scoprirà che costui altri non è che l’inverno, giunto innanzi tempo, per fare il suo lavoro, che è quello di imbiancare e di mettere a dormire le cose. È l’inizio di una serie di micro avventure comiche, durante le quali il Signor Bianco ricopre di neve e di gelo l’intera casa, sia dentro che fuori, mentre la Signora Verde fa di tutto per spingere lo scomodo ospite per lo meno al di là della porta, nel giardino. Sotto la neve dipinge con allegria e con poesia l’alternanza del caldo e del freddo nel ciclo delle stagioni: il tutto in un gioco buffo e gaio, portato avanti con ironia e con dolcezza da due attori-clown che coinvolgono di volta in volta il pubblico dei piccoli e dei grandi spettatori (21 dicembre ore 16).
La compagnia Gli Alcuni presenterà poi la pièce I Cuccioli e il bambù blu. Il Capi e l’Assistente (Sergio e Francesco Manfio) si trovano ad affrontare un malvagio piano che Maga Cornacchia sta mettendo in atto contro i Cuccioli. Con l’aiuto del Mago della Palude ha dato vita ad una pianta magica, il bambù blu, che ha la possibilità di inquinare il mondo fino a trasformarlo in una palude. Lo spettacolo vive del forte coinvolgimento del pubblico che ormai conosce i personaggi degli spettacoli grazie alla televisione e al cinema (11 gennaio ore 16).
Il quarto ed ultimo appuntamento vedrà protagonista la più recente produzione di teatro per ragazzi di Accademia Perduta: Un topo… due topi… tre topi… Un treno per Hamelin, firmato da Claudio Casadio. Liberamente ispirato alla fiaba Il pifferaio magico, lo spettacolo è più di una fiaba: un gioco di rime, di musica e di teatro che coinvolge gli spettatori come avveniva un tempo su tutte le piazze dove la realtà si mescolava alla fantasia. Uno spettacolo magico e divertente che conduce il pubblico dei bambini ad una riflessione profonda sull’importanza dell’onestà di chi governa un paese. Gli attori, accompagnati in scena da musiche eseguite dal vivo, danno vita ad innumerevoli personaggi in una scenografia che, come una scatola magica, si trasforma, dando vita a suggestive ambientazioni e continue sorprese (22 febbraio ore 16).
“Fuori abbonamento” e ad ingresso gratuito, la rassegna sarà altresì arricchita da un importante evento internazionale: domenica 30 novembre alle ore 16 presso il Ridotto del Teatro Masini, il Merlin Theater di Timisoara (Romania) presenterà lo spettacolo La Bella e la Bestia, pièce di teatro d’ombre in lingua rumena con traduzione simultanea, realizzato con la collaborazione della città di Timisoara, gemellata con Faenza, a sostegno della candidatura di Timisoara – Capitale Europea della Cultura 2021.
OPERETTA
I sempre spumeggianti allestimenti operettistici della Stagione 2014/15 del Teatro Masini partiranno con Tè per due, proposto dalla Compagnia di Corrado Abbati (18 gennaio ore 16), seguito dalla Compagnia Italiana di Operette con il classico La vedova allegra (8 febbraio ore 16) e dalla Compagnia Teatro Musica Novecento con Al cavallino bianco (15 marzo ore 16).
DANZA
Come nella precedente Stagione, sarà il prestigioso ensemble del Balletto di Mosca “La Classique” ad aprire il sipario sulla Stagione di Danza con la rappresentazione del balletto classico in tre atti Don Chisciotte, musicato da Ludwig Minkus, con le coreografie di Marius Petipa (14 gennaio ore 21).
Seguirà la compagnia di “performers volanti” Sonics in Meraviglia. Acrobazie aeree mozzafiato, macchine sceniche imponenti raccontano la storia di come ognuno di noi spesso si affidi a pozioni magiche o a falsi santi per affrontare il quotidiano, dimenticando che l’unico vero “elisir” della vita risiede dentro noi stessi e nella capacità di emozionarci di fronte alle cose semplici (28 febbraio ore 21). Il terzo spettacolo in programma sarà Serata Stravinsky della compagnia Balletto del Sud, con le coreografie di Fredy Franzutti. Serata Stravinskij presenta due capolavori musicali del compositore russo Igor Stravinskij che hanno segnato la storia della musica stessa. L’Uccello di Fuoco, del 1908, è un omaggio al suo maestro Rimskij-Korsakov. Il soggetto è un’antica favola russa che racconta l’avventura del principe Ivan che, grazie all’aiuto del magico uccello dalle piume di fuoco, salva la bella Zarievna, una principessa prigioniera del terribile mago Katschei. La Sagra della Primavera, del 1913, è considerato unanimemente una meraviglia della cultura del ‘900 europeo. Dalla prima edizione ad oggi, diversi coreografi si sono misurati con il brano ricco di suggestive e violente sonorità (29 marzo ore 21).
PROTAGONISTI
Anche per la Stagione 2014/2015 tornano gli appuntamenti della “giovane” rassegna Protagonisti, sempre contraddistinta da una stravaganza ed una trasversalità che la rendono sfuggente a qualsiasi precisa catalogazione. Ad aprire il cartellone sarà Simone Cristicchi con Magazzino 18 per la regia di Antonio Calenda. Magazzino 18 è il racconto dell’esodo biblico degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia, partendo da un luogo “simbolo”: il Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste. Furono quasi 350mila le persone che all’indomani del trattato di pace del 1947, abbandonati i propri beni e imballata la loro vita, preferirono avventurarsi verso un’Italia disastrata, affamata e diffidente, piuttosto che restare estranei nella Jugoslavia di Tito, una terra di violenze e soprusi che non riconoscevano più. Una storia poco conosciuta, volutamente rimossa, forse perché scomoda. Il protagonista, ideale “Virgilio” per gli spettatori, è un umile archivista, spaesato e ignorante, che viene inviato dal Ministero degli Interni a Trieste, per fare l’inventario di questa enorme catasta di masserizie abbandonate e stipate alla rinfusa (14 novembre ore 21). Seguirà Paolo Rossi nel varietà teatrale e musicale di Roberta Torre Il colore è una variabile dell’infinito: una storia di lambrette, di rose, di matematica. Di un’Italia che galoppa sulla scia dell’intuizione di un uomo geniale e sognatore. Di amore, solitudine e libertà (17 gennaio ore 21). Ultima “Protagonsita” della Stagione sarà Lella Costa con Ferite a morte di Serena Dandini. Attingendo dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche, Serena Dandini ha elaborato una sorta di Spoon River del femminicidio per dare voce alle troppe donne che perdono la vita per mano di un marito, un compagno, un amante, un “ex”. La scena teatrale è sobria. Un grande schermo rimanda filmati evocativi. La musica suona per voltare pagina tra un racconto e l’altro. Sul palco, a interpretare le vittime, attrici che si alternano a dare voce a queste storie, in uno spettacolo teatrale drammatico, ma giocato, a contrasto, su un linguaggio che riesce ad essere anche leggero ed ironico (18 marzo ore 21).
AL RIDOTTO
La nuova Stagione Teatrale ospitata nel Ridotto del Teatro Masini sarà inaugurata da Città di Ebla con Suite Michelangelo, ideato da Claudio Angelini e Elisa Gandini su testi di Michelangelo Buonarroti e con musiche di Dimitri Sostakovic. Uno spettacolo suggestivo fatto di coppie di opposizione: giorno/notte, vita/morte, arte/religione, gioia/sconforto, esilio/patria, Stalin/Giulio II, parole/suoni, carne/marmo. E in definitiva Michelangelo/Sostakovic. Per chi assiste testimoniare non basta, è richiesta espressamente una violazione, sia pure dello sguardo, intima e privata (17 dicembre ore 21).
Seguirà la Societas Raffaello Sanzio con Il regno profondo, sermone drammatico scritto e letto da Claudia Castellucci. Il testo fa parte di una raccolta di riflessioni scritte da Claudia Castellucci sulla realtà quotidiana. La vita di tutti i giorni è osservata con distacco: si vuole comprendere l’origine dei gesti e porre a se stessi domande semplici ed essenziali. Il substrato profondo delle abitudini secolari dell’umanità affonda in una mancanza di fondamento che rende irreale la realtà. La cosa più solita diventa strana. Sono così giustapposti due ordini temporali: quello della realtà attuale e quotidiana, e quello della storia umana che conta centinaia di migliaia di anni (16 gennaio ore 21).
La prestigiosa collaborazione con il Festival Focus Jelinek porterà al Ridotto del Masini lo spettacolo Le amanti del Teatrino Giullare, adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Elfriede Jelinek – Premio Nobel per la Letteratura 2004. Protagonista di questa storia è l’Amore, Eros, con le sue angosce, le sue fallaci promesse; ma anche la provincia, quel luogo in cui le cose si decantano, e che sia la provincia austriaca è quasi un dettaglio. Vengono alla luce due vite, quella di Brigitte, che lavora in una fabbrica di reggiseni, e quella di Paula, quindicenne che lotta contro i genitori per sfuggire a una vita senza prospettive (12 febbraio ore 21).
Sarà poi la volta della Compagnia Berardi Casolari con l’intenso In fondo agli occhi diretto da César Brie. In fondo agli occhi è uno spettacolo di nuova drammaturgia che affronta le tematiche della crisi e della malattia da questa prodotta e derivata. L’indagine parte e si sviluppa da due differenti punti di vista: uno reale, in cui la cecità, malattia fisica, diventa filtro speciale attraverso cui analizzare il contemporaneo, e l’altro metaforico, in cui la cecità è la condizione di un intero Paese rabbioso e smarrito che brancola nel buio alla ricerca di una via d’uscita (26 febbraio ore 21).
L’ultimo spettacolo in cartellone vedrà protagonista il Teatro Valdoca con Le giovani parole, rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri. Con Le giovani parole, Mariangela Gualtieri ridà vita orale ai propri versi, cucendo insieme tre movimenti. In primo luogo il Sermone ai cuccioli delle mia specie, testo che ha il tono accorato, riflessivo ed esortativo dei sermoni, dedicato a tutti coloro che dell’infanzia avvertono la potenza, la meraviglia, il dono, la leggerezza e anche la minaccia che su essa incombe. La parte centrale riprenderà i temi della natura e dell’amore, fino ai più recenti inediti, mentre a chiudere sarà Bello mondo, un luminoso, sfaccettato ‘grazie’ che, partendo da un poema di Borges, prosegue intrecciando versi della Gualtieri e versi di poeti amati (20 marzo ore 21).
IL RIDOTTO DEI PICCOLI
Novità assoluta per la Stagione 2014/15 del Masini sarà la rassegna dedicata ai ragazzi ospitata presso il Ridotto del Teatro. Tre appuntamenti con la grande tradizione dei burattini portati in scena da formazioni e spettacoli storici di questa particolare forma d’arte. Ad aprire la rassegna sarà lo spettacolo di burattini tradizionali emiliano-romagnoli Il rapimento del Principe Carlo, rappresentato dai burattinai Mauro Monticelli e Andrea Monticelli della compagnia Teatro del Drago. È una produzione del 1983 che ha conseguito molto successo in Italia e all’estero ed inoltre è stato segnalato in alcuni dei più importanti festival nazionali ed internazionali. Questo spettacolo, dalla trama molto semplice, proviene da un vecchio canovaccio della metà dell’800. La storia inizia alla reggia di un vecchio re a cui è stato rapito il figlio. Viene dato ordine ai servi e ai soldati di andare a cercare il Principe Carlo in tutte le terre del regno; alla ricerca parte anche Fagiolino aiutato dai consigli della vecchia Fata Circe. Presto lo trova nel bosco della Rogna nelle mani del terribile e potente brigante Spaccateste e del suo gigante (7 marzo ore 17). Seguirà Le avventure di Fagiolino del Centro Teatrale Coriani. Spettacolo di burattini a guanto e bastone, animati in baracca tradizionale con quinte e sipario di tela. La compagnia, con l’intento di continuare la ricerca nel campo del teatro di burattini emiliani, propone questo spettacolo che ricalca più o meno fedelmente gli spettacoli della tradizione fatti di situazioni intrigate, di principesse rapite, di maghi cattivi e di bastonate sonanti scoccate dal personaggio – protagonista: Fagiolino (14 marzo ore 17).
Terzo ed ultimo appuntamento di questa nuova rassegna sarà con la compagnia di Alberto De Bastiani in Il segreto di Arlecchino e Pulcinella. Come nel teatro di Mangiafuoco appaiono sulla scena Arlecchino e Pulcinella, le due simpatiche maschere che divertono grandi e piccini, sempre pronte alla battuta, allo scherzo, portano gioia e allegria, hanno un segreto per arrivare al cuore della gente ma a qualcuno questo non piace. Il signor Sacripanti vuole essere il padrone di tutto quanto, anche del riso e del pianto e vuole il loro segreto, anche a costo di vendere la propria anima al diavolo o di trasformarsi in un pauroso fantasma. Ma per fortuna non ci riuscirà, l’amicizia tra Arlecchino e Pulcinella e i suggerimenti dei bambini porteranno a un lieto fine anche questa storia (21 marzo ore 17).

AVVERTENZE GENERALI
La Direzione del Teatro si riserva di apportare modifiche che cause di forza maggiore imporranno. Le date degli spettacoli sono definitive al momento dell’uscita di questo programma salvo variazioni non dovute alla volontà della Direzione stessa: in tal caso ne verrà data comunicazione riportando le correzioni sui manifesti (laddove possibile), nelle bacheche del Teatro e a mezzo stampa.la Direzione del Teatro si riserva di apportare modifiche che cause di forza maggiore imporranno. Le date degli spettacoli sono definitive al momento dell’uscita di questo programma salvo variazioni non dovute alla volontà della Direzione stessa: in tal caso ne verrà data comunicazione riportando le correzioni sui manifesti (laddove possibile), nelle bacheche del Teatro e a mezzo stampa.

Per maggiori informazioni, aggiornamenti e biglietteria, vedi il sito ufficiale: http://www.accademiaperduta.it/teatri/teatri.asp?IDTeatro=3

29/11/14

Natale nelle Terre di Faenza

Periodo di svolgimento: iniziative in programma dal 7 dicembre 2014 al 1° febbraio 2015.

Nel periodo invernale, quando la luce diventa più tenue e la sera sopraggiunge nel tardo pomeriggio, le Terre di Faenza (RA) acquistano un fascino tutto particolare. Un fascino ancora maggiore quando incomincia a scendere la prima neve e le colline e la pianura romagnola s’imbiancano. Passeggiando fra le strade e le viuzze dei borghi, le piazze, i palazzi di Faenza, Casola Valsenio, Riolo Terme, Brisighella, Castel Bolognese sarà possibile scoprire le bellezze di questo territorio e le molte iniziative in programma dal 7 dicembre 2014 all’inizio del nuovo anno, all’insegna del Natale, delle festività del periodo e delle tradizioni locali.

Programma
A Riolo Terme nella frazione di Borgo Rivola, dal 21 dicembre al 25 gennaio nei pressi della Chiesa della Costa sarà visibile un presepe meccanico con scene in movimento, realizzato interamente con materiali di recupero. E per prepararsi al Natale, il 7 dicembre all’interno della suggestiva Rocca trecentesca di Riolo si svolgerà un laboratorio creativo per bambini e ragazzi per la realizzazione della lettera a Babbo Natale.

La città di Faenza ha in programma due eventi che fanno parte della cultura e della tradizione cittadina. L’8 dicembre ci sarà la Sagra del Torrone. In occasione della festa dell’Immacolata Concezione, il centro storico si riempie dei profumi e del sapore del torrone, tra sfavillanti luminarie e le vetrine delle numerose botteghe ceramiche.
Tradizionale festa folcloristica che si svolge nella splendida cornice della Piazza del Popolo della città Manfreda il 5 gennaio di ogni anno, La Nott de Bisò conclude le iniziative legate al Niballo-Palio di Faenza: giostra tra cinque cavalieri rionali che si svolge nella quarta domenica di giugno. Il Niballo - che deve il suo nome ad Annibale, antico nemico proveniente da oltre mare - viene bruciato la notte di vigilia dell’Epifania come segno conclusivo dell’anno e simbolo di tutte le avversità e problemi che ognuno vorrebbe “bruciare” per cominciare una nuova vita. Bruciarlo e berci sopra, come succede nella Nott de Bisò, è quindi un allegro sberleffo alla malasorte. Secondo la tradizione, il Niballo giunge nella Piazza del Popolo su un carro trainato da buoi: a trasportarlo e portarlo al rogo è il Rione vincitore del Palio dell’anno appena trascorso. Il culmine della festa è a mezzanotte quando il rappresentante del Rione vestito in un tradizionale costume cinquecentesco appicca il fuoco al maestoso fantoccio. In quel momento più che mai si vuoteranno i caratteristici “Gotti” ricolmi di “bisò”, cioè le caratteristiche ciotole colme di vino caldo, bollito con aromi e spezie. Il “gotto” è simbolo dei cinque Rioni e della città di Faenza e viene proposto ogni anno con uno stile decorativo diverso.

RIOLO TERME
dal 21 dicembre al 25 gennaio
Nella frazione di Borgo Rivola, nei pressi della Chiesa della Costa sarà visibile un presepe meccanico con scene in movimento, realizzato interamente con materiali di recupero.

5 gennaio
La Nott de Bisò; tradizionale festa folcloristica che si svolge nella splendida cornice della Piazza del Popolo, conclude le iniziative legate al Niballo-Palio di Faenza (giostra tra cinque cavalieri rionali che si svolge nella quarta domenica di giugno). Il Niballo, che deve il suo nome ad Annibale, antico nemico proveniente da oltremare, viene bruciato la notte di vigilia dell’Epifania come segno conclusivo dell’anno e simbolo di tutte le avversità e problemi che ognuno vorrebbe “bruciare” per cominciare una nuova vita. Bruciarlo e berci sopra, come succede nella Nott de Bisò, è quindi un allegro sberleffo alla malasorte. Secondo la tradizione, il Niballo giunge nella Piazza del Popolo su un carro trainato da buoi: a trasportarlo e portarlo al rogo è il Rione vincitore del Palio dell’anno appena trascorso.

Il culmine della festa è a mezzanotte quando il rappresentante del Rione, vestito in un tradizionale costume cinquecentesco, appicca il fuoco al maestoso fantoccio. In quel momento più che mai si vuoteranno i caratteristici “Gotti” ricolmi di “bisò”, cioè le caratteristiche ciotole colme di vino caldo, bollito con aromi e spezie. Il “gotto” è simbolo dei cinque Rioni e della città di Faenza e viene proposto ogni anno con uno stile decorativo diverso.

dal 24 dicembre al 6 gennaio
Nel convento di San Francesco sarà possibile vedere il tradizionale presepe in movimento, ricco di scenari, personaggi, effetti sonori e luminosi

dal 24 dicembre al 1° febbraio
Nella frazione di Pieve Cesato sarà possibile ammirare un originale presepe artistico con statue a grandezza naturale.

dal 25 dicembre al 1° febbraio
Nella frazione di Pieve Corleto, sarà visibile un presepe tradizionale nella Cripta millenaria.

21 dicembre
A Castel Bolognese prenderà vita il Presepe vivente, tra fuochi, fiaccole e la rappresentazione dei mestieri di un tempo.

26 dicembre (in caso di maltempo il 28)
Nella suggestiva cornice del centro storico medioevale di Brisighella, Presepe vivente con oltre cento figuranti.

dal 14 dicembre al 1° febbraio
A Casola Valsenio, nella frazione di Prugno, da non perdere è il presepe monumentale realizzato in muratura, con mattoni, pietre, cemento, ferro e legno.

1° gennaio
A Casola Valsenio il Corpo Bandistico casolano “Giuseppe Venturi” terrà il tradizionale concerto itinerante per le vie del paese quale segno benaugurale per il nuovo anno.


Orari:
Per informazioni sugli orari contattare i seguenti numeri:
Laboratorio Didattico Rocca di Riolo Terme: 0546/71025
Sagra del Torrone e Nott De Bisò: 0546/25231
Presepe Monumentale di Prugno: 0546/73033
Presepe Vivente di Brisighella: 0546/81166
Presepe Vivente di Castel Bolognese: 0546/655828
Presepe della Costa a Borgo Rivola: 0546/71261
Presepe di San Francesco: 0546/21377
Presepe di Pieve Cesato: 338/2333669
Presepe di Pieve Corleto: 349/2832571

Tariffe:
Ingressi gratuiti

  http://www.terredifaenza.it/eventi_proposte/eventi/ev_religiosi/pagina56-081.html

26/11/12

Itinerari in Romagna

Itinerari in Romagna nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Culturale Sagre e Feste e guide turistiche abilitate a svolgere l’attività in Romagna: obiettivo comune è diffondere un'informazione accurata sulla Romagna e sui suoi paesi, sulle zone più conosciute così come su luoghi insoliti, temi particolari e percorsi inediti.
All'interno di Itinerari in Romagna troverete proposte di visita a significativi centri storici del territorio forlivese-cesenate, riminese e ravennate, percorsi personalizzati, tematici, naturalistici ed enogastronomici, suggerimenti per visite a vigne e cantine, aziende agricole e caseifici, frantoi e laboratori artigianali, con assaggi e degustazioni dei prodotti…
Gli itinerari possono essere percorsi autonomamente ma è sempre possibile richiedere l’accompagnamento di una guida esperta, che vi svelerà il territorio nei suoi aspetti più interessanti, tipici, curiosi…
Sia in campagna che nelle cittá vi aspettano delle strutture turistiche dove potete riposarvi e godervi dei momenti di tranquillitá. Sono disponibili innumerevoli Hotel a Riccione e nelle altre mete della Riviera, qualunche sia il tipo di turismo che cercate.
Attraverso questo sito potrete inoltre diventare voi protagonisti, segnalandoci le vostre vacanze in Romagna, raccontando i luoghi che avete scoperto e valutando i monumenti visitati.
Compilando l'apposito form vedrete pubblicata sul sito la vostra vacanza (potete inviare anche una foto a info@itinerariinromagna.it ) e permetterete ad altri di condividere le vostre esperienze o di evitare i vostri "errori".
La redazione non pubblicherà contributi dal contenuto esclusivamente pubblicitario o ritenuto volgare.
 

28/10/12

Cosa visitare a Tredozio e dintorni/What to visit in Tredozio and its surroundings

 
Chiesa di Sant'Andrea in Pereta
A 5 Km. da Tredozio sulla strada comunale che corre lungo il crinale fra Tredozio e Rocca S.Casciano. Antica Chiesa medievale sorta sui resti di un castello, Castrum Collinae, edificato proprio sulla sommità della valle a 678 metri s.l.m. e abbandonato alla fine del XIII secolo. Sul finire degli anni '60 furono intraprese nei terreni vicini alla chiesa due campagne di scavo su segnalazione dell'allora parroco don Domenico Perfetti. I numerosi reperti venuti alla luce risalgono all'epoca del Tardo Bronzo (1200 a.C. circa) quando la zona era abitata da una popolazione semi-nomade che aveva costruito ripari e utensili d'uso quotidiano. Oggi alcuni reperti sono esposti in teche presso l'entrata del palazzo comunale e si possono vedere negli orari di apertura del Comune.
 
Saint Mary in the Castle
 Santa Maria in Castello
A 5 Km. da Tredozio sulla strada comunale che corre lungo il crinale fra Tredozio e Rocca S.Casciano. Antica Chiesa medievale sorta sui resti di un castello, Castrum Collinae, edificato proprio sulla sommità della valle a 678 metri s.l.m. e abbandonato alla fine del XIII secolo. Sul finire degli anni '60 furono intraprese nei terreni vicini alla chiesa due campagne di scavo su segnalazione dell'allora parroco don Domenico Perfetti. I numerosi reperti venuti alla luce risalgono all'epoca del Tardo Bronzo (1200 a.C. circa) quando la zona era abitata da una popolazione semi-nomade che aveva costruito ripari e utensili d'uso quotidiano. Oggi alcuni reperti sono esposti in teche presso l'entrata del palazzo comunale e si possono vedere negli orari di apertura del Comune.

San Valentino


Saint ValentineS.Valentino è la chiesa Madre del territorio di Tredozio. Fondata nel 562 con il titolo di Pieve, vennero assegnati alla sua giurisdizione i territori che si estendevano a sud fino oltre Gamogna, a sud ovest fino oltre i confini di Marradi e Modigliana, a nord-est fino oltre gli attuali confini di Modigliana e Rocca S.Casciano e a sud est fino all'attuale confine di Portico, cioè oltre S.Benedetto in Alpe. Detto territorio venne denominato "Piviere di San Valentino". In questo "piviere" sorsero gradatamente 21 chiese parrocchiali, 12 delle quali esistono ancora, ma solamente 9 sono in Comune di Tredozio. Ricostruita a tre navate nel 970 fu poi rifondata nel 1863 nel luogo dove sorge tutt'ora. Dal 1752 ha perso il titolo di Pieve.
Seguendo il sentiero che parte a fianco della Chiesa che percorre in leggera discesa il crinale fra le vallate del Tramazzo e dell'Ibola si giunge a Cornio dove il 18 agosto 1944 in un agguato trovò la morte il partigiano Silvio Corbari (l'avvenimento è ricordato in una lapide posta sul muro della casa).

Chiesa di Santa Maria in Ottignana





 

Situata a due chilometri dall'abitato di Tredozio, lungo la strada panoramica che porta al Tramazzo e a S. Benedetto in Alpe. Le prime notizie relative alla chiesa risalgono al 17 luglio 1181, data in cui papa Alessandro III pone la chiesa sotto la protezione della Santa Sede. La sua struttura risultò gravemente lesionata dal terremoto del 1781, ma fu ricostruita sulle sue rovine nel 1786. Nel 1965 fu ristrutturata e vi furono aggiunti due altari laterali oggi eliminati. All'interno è visibile la tempera su tavola "Madonna con Bambino" del XV secolo, interessante la decorazione ceramica dell'altare. Anticamente si svolgeva presso la parrocchia la cosiddetta "battitura" delle uova sode, che da qualche anno si svolge a Tredozio, la domenica di Pasqua e il lunedì dell'Angelo all'interno delle manifestazioni "Sagra e Palio dell'Uovo".
 





 

Chiesa della Beata Vergine delle Grazie e della Compagnia del SS.mo Sacramento
 
(Via XX Settembre - visitabile) Costruita nel XIV sec. e dedicata a San Giovanni Battista svolgeva il ruolo di battistero all'interno delle mura di Tredozio. Nella seconda metà del 1500 fu ampliata e fu costruita l'attuale facciata in cotto con affreschi attribuiti alla scuola de Bramante, oggi quasi totalmente scomparsi. L'ampliamento più consistente fu effettuato all'inizio del 1700. Alla fine dell'epoca napoleonica accolse le suppellettili sacre raccolte in altre Chiese e salvate dalla furia iconoclasta dei francesi. Nel 1900, in occasione del Centenario della ricostruzione della Compagnia del SS. Sacramento, l'interno della chiesa venne restaurato e la facciata di cotto venne rialzata e rimaneggiata in pietra. L'aspetto attuale della Chiesa si deve al recente intervento effettuato all'inizio degli anni 2000. Al suo interno si trovano le seguenti opere:
 





 

 
La Beata Vergine delle Grazie:
immagine ritenuta miracolosa, rinvenuta su un muro della casa del podere chiamato "Molinetto" di Tredozio, il 29 luglio 1752 fu solennemente trasportata nella Chiesa della Compagnia, fu canonizzata pubblicamente in "Madre di Misericordia e Fonte perenne di Grazia" e venne posta nel Tabernacolo della cappella fatta costruire appositamente.





 

Sacro Cuore di Gesù: olio su tela del pittore modiglianese Silvestro Lega (1826-1895)




 

 
L'Annunciazione:
tempera su tavola attribuita a Lorenzo Monaco, scuola toscana della fine del XIV inizio XV secolo.



 


Pieve di San Michele Arcangelo
(Sec. XII) via C. Bandini - visitabile. Se ne hanno notizie sin dal 1203 quando era identificata come chiesa fuori dalle mura. Modificata più volte nelle struttura architettonica, originariamente era costruita su un'unica navata; le due navate laterali furono aggiunte infatti nel 1795. Fortemente danneggiata durante l'ultima guerra è stata restaurata negli anni successivi. Al suo interno è visibile il Crocifisso ligneo della scuola riminese (XIV secolo), un altorilievo in noce raffigurante San Michele Arcangelo opera dello scultore faentino Marocci, un battistero in pietra risalente al XV secolo.

Monastero della SS. Annunziata



 

Ubicazione: il Monastero della SS.Annunziata, di proprietà del Comune di Tredozio (FC) dal 1986 è ubicato a nord dell'abitato all'ingresso del paese, a sinistra per chi proviene da Faenza.
Cenni storici:
Data presunta di fondazione 1060.
1563: dal monastero del "Luogo d'Africa" vi si trasferirono 14 suore Domenicane.
1810: Napoleone soppresse gli ordini monastici e le suore domenicane dovettero abbandonare il convento, che, privato di ogni attività, fu messo in vendita e acquistato nel 1840 dalla famiglia Fabroni di Marradi.
1986: la famiglia Fabroni vende il convento al Comune di Tredozio.
Stato attuale: Dopo l'acquisto il Comune e la Soprintendenza ai Beni Culturali ed ambientali di Ravenna, hanno iniziato un lungo lavoro di restauro conservativo dell'immobile tutt'ora in corso grazie a finanziamenti pubbici e privati (Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì). Nel piano terreno del fabbricato e nell'ex Chiesa, restaurata grazie ad un congruo investimento della Soprintendenza di Ravenna, si tengono annualmente concerti, eventi e mostre, in particolare nel periodo invernale la mostra dei presepi.
 

 

 
Caratteristiche strutturali: il fabbricato colpisce per le sue vaste dimensioni e la sua struttura a ferro di cavallo rivolto verso il monte e la corte interna.
Il complesso è costituito da un fabbricato di superficie coperta di circa mq. 1300 che si articola attorno ad un cortile ed è circondato da una cinta muraria che racchiude una porzione di terreno di circa mq.6200, che sommato al terreno prospiciente il fabbricato creano una pertinenza di circa un ettaro. Si sviluppa su n.3 piani fuori terra, per un totale di circa n.100 vani con una superficie utile di circa mq.3.600. Al piano terra vi sono ubicate la foresteria, il porticato interno, la Chiesa, il refettorio, le cantine e altri spazi di servizio. Al piano primo e al piano secondo vi sono le celle e i servizi della clausura. L'Amministrazione Comunale di Tredozio sta cercando soluzioni per completare il restauro e usare il complesso che si presta per molteplici attività, fermo restando la destinazione turistico-ricettiva delle 11 camere già ultimate.

Castellaccio 
Situato a pochi minuti dal centro di Tredozio sul cucuzzolo che ancora domina la vallata.
Il primo documento che testimonia la presenza del castello di Tredozio (Castrum Treudacium) è del 925. Come tutte le costruzioni tipicamente medioevali, anche il "Castellaccio" doveva essere di aspetto piuttosto imponente poiché costruito con solidi muri in calce e pietra. Di forma ottagonale, nel punto centrale era posta la torre alta 17 metri attorno al deposito delle armi e munizioni, di fianco la Chiesa di S. Maria Maddalena e poi la Casa del Conte.
Già a metà del 1800 Castrum Treudacium era ridotto a rudere, come dimostrano i disegni di Liverani (biblioteca Forlì).
Di quello che un tempo era stato il punto di forza dei Conti Guidi prima e una testa di ponte fiorentina poi, ora non restano che le fondazioni ed alcuni locali interrati adibiti a cisterne.
Merita comunque salire sul cucuzzolo che domina Tredozio sia per l'aspetto archeologico che per quello paesaggistico; dal sentiero che conduce al "Castellaccio" si può ammirare Tredozio da una visuale insolita.
 
 






The Volcano of Sacco Mountain-Busca Mountain
Monte Sacco - Vulcano
A circa 6 km. da Tredozio sul valico M.Busca. L'antico castello di Monte Sacco fu distrutto nel 1425; la sua posizione alla sommità del monte è segnalata da una grande croce.
A poche centinaia di metri in località Cà Forte, lungo la strada provinciale M.Busca - Portico di Romagna il cosiddetto "vulcano" termine scientifico di fontana ardente; costituito da emanazioni di gas metano che, a contatto con l'ossigeno dell'aria, rimangono costantemente accese. Queste emissioni furono sfruttate, durante l'ultimo conflitto, con modeste produzioni. Nel 1975 una società petrolifera effettuò, nella zona di M.Freddo, la perforazione di un pozzo profondo, senza individuare accumulo di idrocarburi di qualche importanza.

Ponte Lake
Lago di Ponte - Fonte del Bepi 
Vi si giunge da Scarzana, 5 Km da Tredozio, tramite 300 metri di strada ghiaiata dopo aver percorso 2 Km dalla strada provinciale del Tramazzo. Formato nel 1962, in seguito alla costruzione di uno sbarramento artificiale lungo il torrente Tramazzo, tra il Fosso Moino e il Valdania, è compreso nell'area del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Dal lago di Ponte parte il sentiero n.8 del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (percorso circolare di circa 3,5 chilometri - dislivello in salita di 200 metri - tempo di percorrenza circa 2 ore).
L'ambiente forestale e faunistico appenninico vi si è conservato in modo perfetto.
Nei pressi del lago ampio spazio attrezzato per pic-nic.
L'abitato di Casa Ponte in prossimità del lago, recentemente è stato ristrutturato e destinato a punto di rifugio e ristoro per escursionisti.
Bepi Spring
Meritevoli sono le vedute panoramiche dei tratti sommitali; nei pressi della Fonte del Bepi, luogo immerso in un bosco di splendidi faggi "da meriggio" lasciati per far ombra al bestiame si trova uno spazio attrezzato per soste e una fonte perenne.
All’interno del bosco possiamo ammirare un enorme faggio alto circa 25 metri, con una circonferenza di 3,2 metri e con un’età stimabile di circa 200 anni.
Un ambiente di suggestiva bellezza che non mancherà di ammaliare gli amanti della natura incontaminata.

Trebbana - Gamogna
I due monasteri hanno fatto parte del cosiddetto Piviere di San Valentino, ossia la giurisdizione dell'antica pieve di cui fecero parte sino a 21 Chiese parrocchiali, che fin dal primo millennio presero parte attivamente alla vita sociale e religiosa delle vallate di Tredozio e Modigliana.
Trebbana si trova a breve distanza dal crinale di confine tra le regioni Emilia-Romagna e Toscana; raggiungibile anche in auto attraverso la strada bianca che da Lutirano (6 km da Tredozio), va verso sud. Arrivati al Ponte della Valle inizia la strada interpoderale che porta a Trebbana. E' pure raggiungibile a piedi in mezz'ora di cammino sul sentiero che si trova lungo la strada che da Tredozio va verso il Monte Tramazzo (a circa 8 km da Tredozio).
Trebbana è un'antica chiesa dedicata a San Michele con annessa un'ampia canonica. La sua fondazione risale al 1063, anno in cui la Chiesa fu donata a San Pier Damiano per gli eremiti di Gamugno. Abbandonato a se stesso per un lungo periodo, attualmente Trebbana, passato nel Comune di Marradi, è ritornato completamente fruibile, restaurato ed attrezzato per escursioni e ristoro. Funziona come centro di ospitalità con possibilità di pernottamento ed uso cucina fino a 50 persone.
Nelle immediate vicinanze si segnala la presenza di una quercia secolare (tronco misura m.4,75 di circonferenza) indicata anche nelle mappe catastali e carte geografiche militari.
Festa: seconda domenica di settembre.
L'eremo di S.Barnaba di Gamogna e l'Abbazia di S.Giovanni d'Acerreta sorsero su diretto intervento di San Pier Damiano (Sec. XI). L'attuale edificio (che risale probabilmente ad una ristrutturazione del trecento) è stato ristrutturato grazie all'intervento del sacerdote Don Antonio Samorì e di un folto gruppo di volontari.
E' raggiungibile partendo dalla Valle Acerreta (Località Val di Noce) e percorrendo un ripido sentiero su prati e gradoni di arenaria.

I Patriarchi






 


Quercia del Bagno
Partendo in auto dal centro abitato di Tredozio si percorrono poco più di 3 chilometri della strada provinciale 86 del Tramazzo prima di svoltare a sinistra in direzione degli abitati di Fabbriche ed Isola.
Qui giunti si prosegue poi a destra e si supera il ponte sul torrente.
In località Passatoio la strada diventa bianca ed è opportuno proseguire a piedi, anche per avere maggiori possibilità di osservare il paesaggio.
Senza difficoltà si giunge dopo breve ad un bivio, si prosegue a destra per un centinaio di metri sino alla casa denominata “ Il Bagno”.
Fiancheggiando il muro a monte della casa (lato sud) si scende al fosso, lo si attraversa e si sale sulla sinistra percorrendo una comoda ed ampia carrareccia.
Si percorrono ancora circa 200 metri ed, alzato lo sguardo, troviamo su un crinalino alla nostra destra, la Quercia del Bagno.
La Quercia del Bagno raggiunge un’altezza di circa 12,5 metri con una circonferenza di 4,70 metri. A circa 1,4 metri dalla base si divide in due tronconi e ciò facilita il tanificare di animali.
Le misurazioni di questo “patriarca” e di quelli riportati di seguito sono state realizzate con un interessante procedimento empirico: sono necessari un bastone di medie proporzioni che serva da riferimento metrico, due persone ed una rotella metrica (in assenza di questa si procede ad una misurazione “a passi”).
 






 

Faggione del Tramazzo
(In auto)
Dal centro abitato di Tredozio si raggiunge il bivio dopo Il Passatoio, dopo aver percorso, per un breve tratto, la provinciale del Tramazzo e aver svoltato in direzione degli abitati di Fabbriche ed Isola.
Si prosegue verso destra, dopo aver superato un tratto di strada rettilineo, aperto e pianeggiante. Percorsi circa 2 chilometri, quando la pista riprende a salire, si deve lasciare l’auto.
Qui giunti, si sale senza difficoltà su un pianetto posto a destra della pista principale e si scende dalla parte opposta seguendo il sentiero CAI n. 565, segnalato con colore bianco-rosso.
Dopo aver percorso in discesa circa 200 metri, appare in tutta la sua magnificenza sua maestà il faggione del Tramazzo, un’opera ineguagliabile di architettura naturale.
(Chi non ama troppo camminare può raggiungere comodamente in auto la casa “Il Bagno”).
(A piedi)
Da Tredozio si percorre tutto il tratto asfaltato della provinciale del Tramazzo, circa 400 metri di strada bianca, quindi si scende sulla sinistra seguendo l’itinerario bianco-rosso CAI 565.
Si guada il torrente Tramazzo e si sale seguendo l’itinerario segnalato sino ad incontrare il faggione.
Il Faggione del Tramazzo ha un’altezza di circa 35 metri, una circonferenza di 5,05 metri e si estende, con i rami possenti per un’ampia superficie. Ha un’età databile di circa 400 anni.
Da qualsiasi itinerario lo si raggiunga, l’incontro con esso risulta particolarmente emozionante, poiché lo si percepisce come uno statico, ma incredibilmente vivo monolite arboreo che ha assistito, quieto e silenzioso, all’avvicendarsi di un’infinità di eventi e vicende umane.
Ai suoi piedi è posto un blocco di pietra, molto invitante per il riposo del viandante e per la silenziosa contemplazione della natura di coloro che la amano e sanno porsi in rapporto empatico con essa.






 

Il faggio e il ciliegio delle Piane
Da Tredozio si percorrono circa 7 chilometri della provinciale del Tramazzo sino a raggiungere il parcheggio adiacente al lago di Ponte.
Da qui si prosegue percorrendo il sentiero Natura e giunti alla 7° stazione, dopo un chilometro circa dal lago troviamo le Piane con i nostri due patriarchi.
Il faggio ha un’altezza di circa 20 metri, la circonferenza è di oltre 2 metri ed ha un’età stimabile in un secolo di vita.
Il ciliegio è alto circa 20 metri, ha una circonferenza di 2 metri circa e può essere considerato coetaneo del faggio, poiché anche in questo caso l’età si aggira attorno ai 100 anni.
 






 

Il carpinone
Si raggiunge in auto il parcheggio adiacente il lago di Ponte e ci si inoltra nel fitto del bosco seguendo il sentiero con segnavia bianco-rosso n. 561 nella parte a monte del lago.
Si oltrepassano i ruderi di Re di Muino e prima di superare il fosso si prosegue sulla sinistra su una traccia di sentiero non segnato, irto e non facile da percorrere.
Dopo circa 1 chilometro si raggiunge il carpinone.
Per tale itinerario è opportuno rivolgersi ad un’esperta guida del Parco.
Il carpinone ha un’altezza di circa 20 metri, la circonferenza è di 3 metri circa ed ha un’età databile di circa 100 anni.
 

21/10/12

Che cosa visitare a Riolo Terme e nei dintorni/What to visit in Riolo Terme and its surroundings

Il nome "Riolo" deriva da 'Rio Doccia", un modestissimo corso d'acqua, a carattere pluviale, situato presso la Rocca. Per oltre due secoli, viste le caratteristiche del torrentello, il paese fu chiamato "Riolo Secco". Nel 1914, per il valore terapeutico delle acque che sgorgavano nei dintomi, fu adottato il nome di 'Riolo dei Bagni. Quando infine nel 1957 il locale stabilimento si impose all'attenzione nazionale, il nome del paese fu convertito nell'attuale.
I primi insediamenti sui fertili terrazzi intorno a Riolo risalgono al Neolitico e forse anche a periodi antecedenti, come dimostrano reperti di epoca preistorica depositati presso la Raccolta cittadina, nonché al Museo di Imola e al Museo Archeologico di Bologna. Varie testimonianze confermano l'avvicendarsi in questi luoghi di Umbri, Etruschi, Galli, Romani, Goti e Longobardi. In particolare, la colonizzazione romana trova riscontro nei resti di numerose ville e nelle maglie centuriali, in parte rilevate. La caduta dell'Impero romano e la conseguente crisi economica spopolò la vallata. Un rilancio si ebbe a partire dal IX secolo, quando si stabilirono nei paraggi i frati benedettini, che costruirono la badia di San Pietro in Sala e bonificarono ampie superfici.
Durante il Medioevo si accesero aspri conflitti fra le famiglie potenti della valle.
Nel 1500 scese in queste valli Cesare Borgia con le sue truppe e anche Riolo venne conquistata. Nel 1504 il papa Giulio II la privò di ogni autonomia e la sottopose alla potestà imolese.

 
The Thermal Baths
Il secolo XVII si caratterizzò per una notevole decadenza economica e sociale.
Il 7 agosto 1766 fu una data storica: un esecutivo di dieci riolesi, guidati da Giulio Cesare Costa e dal giurista Francesco Mazzolani, si riunì in assise escludendo i forestieri. Nell'occasione, furono denunciate prepotenze, umiliazioni, stato di servitù. Una mozione fu votata contro le pretese di Imola. Ma erano pochi uomini soli e i tempi non erano ancora maturi e solo dopo il 1815, con la restaurazione, i riolesi acquisirono una certa autonomia amministrativa.
Dal 1824 un certo rilancio si cominciò ad avvertire grazie allo sfruttamento delle acque minerali.
Nell'agosto del 1914, Riolo ebbe inoltre la ferrovia, ma le scarse possibilità economiche offerte dalle valle ne segnarono presto la scomparsa, avvenuta nel 1933.

La Rocca Trecentesca
La visita non può che iniziare dalla centrelissima Piazza Mazzanti piazza Mazzanti, dove domina maestosa la Rocca trecentesca. Lavori di radicale restauro stanno gradualmente restituendo la fortezza alle condizioni originali. Un primo intervento, iniziato nel 1984 e conclusosi nel 1989 ha consentito di adibire ampi spazi interni ad attività espositive d'arte di importanza europea e a rappresentazioni musicali. Gli ultimi lavori hanno eliminato alterazioni strutturali ed aggiunte, recuperando anche l'originale fossato e ripristinando il ponte levatoio. L'intero volume si staglia oggi isolato in tutta la sua primitiva imponenza, perfettamente integrato all'antica cinta muraria superstite. Il complesso, dotato di quattro torri angolari (fra le quali il mastio a base quadrata è alto 22 metri) si sviluppa su quattro livelli: un piano interrato, uno a livello della corte, uno all'altezza dei merli e un sottotetto.
Per l'antico forte si apre ora l'opportunità di una nuova storia, che risulterà trainante per l'identità di Riolo e del suo territorio. Gli spazi resi disponibili saranno messi a disposizione di idee e progetti di grande richiamo culturale. Sono addirittura tre i musei previsti: il primo relativo alla Gastronomia italiana; il secondo alla Vena del gesso e l'ultimo ai ritrovamenti archeologici del territorio. Naturalmente avrà un angolo tutto suo, quello che è considerato il cimelio per antonomasia del paese, ovvero la "bombarda della Rocca". L'arma da fuoco, come risulta dal marchio impresso sopra è datata 1474 e appartenne a Carlo Il Manfredi, si tratta probabilmente dell'allora modernissimo pezzo di artiglieria utilizzato nel 1527 per respingere l'assalto di un'orda di Lanzichenecchi spagnoli.

La Chiesa di San Giovanni Battista
A poca distanza dalla Rocca, percorrendo corso Matteotti, si raggiunge la chiesa prepositurale di San Giovanni Battista, consacrata nel 1960. Al suo interno, nell'abside, dietro l'altare maggiore è posta una delle più imponenti opere sacre che l'estro artistico moderno sia stato in grado di creare: La Redenzione di Sante Ghinassi. Si tratta di un grandioso pannello di ceramica di 100 metri quadrati, composto di 900 piastrelle di maiolica, che sotto il profilo della materia utilizzata e delle dimensioni non ha precedenti. Nell'opera, appare geniale l'intuizione religiosa di Ghinassi riferita al mistero della salvezza: intorno al Cristo crocifisso dal basso a sinistra in senso orario circola tutta la storicizzazione della Cristologia: dalla Natività all'Evangelizzazione, passando per Battesimo, Chiamata di Pietro, consegna delle chiavi, Resurrezione, Pentecoste. Come in una moviola si dipanano ai piedi della croce scorci caratteristici ed emblematici di Riolo: il viale delle Terme, la Rocca, il paese cinto di mura. Tra le altre pregevoli opere raccolte nell'edificio spicca una Via Crucis del ceramista Angelo Biancini, mentre alcuni dipinti provenienti dalla vecchia chiesa, databili ai secoli XV e XVI, adornano la piccola Cappella dedicata alla Beata Vergine del Rosario.

Il Parco Sotto le Mura

Arte antica e arte moderna si fondono anche quando, dopo un breve percorso, si raggiunge il Parco sotto le mura, una sorta di museo dove intriganti sculture in bronzo dell'artista riolese Giovanni Bertozzi, ispirate dalle pagine del libro di Leonida Costa Le 127 giornate di Riolo (cronaca delle terribili giornate dell'inverno 1944-45 in cui il fronte di guerra si fermò a Riolo per oltre quattro mesi), giocano a rimpiattino con la vegetazione. La varietà degli scorci è qui così mutevole che in pochi metri si retrocede o si avanza di secoli.

Le Terme
Inaugurato nel 1877 su progetto del faentino Antonio Zannoni, l'atmosfera si fa orientaleggiante. Il primo nucleo, il Padiglione Bagni, oggi rappresenta il cuore dello stabilimento ed ospita l'accettazione e la direzione.
Negli anni a cavallo tra Otto e Novecento, passata la proprietà dello stabilimento a privati dotati di grande intuito e spirito imprenditoriale, le strutture furono rese più ampie e funzionali e si aggiunsero, secondo il brillante progetto dell'architetto riolese Anselmo Mongardi: un kursaal con teatro e casinò, (purtroppo completamente raso al suolo durante l'ultimo conflitto); una chiesetta dedicata alla Madonna della Salute (1900); il Grand Hotel delle Terme stile liberty; uffici; locali di ritrovo; giardini. In quell'epoca le Terme di Riolo dei Bagni erano infatti un'ambita meta per la migliore nobiltà italiana ed europea.
Le acque di sessanta sorgenti naturali, diverse per composizione chimica e proprietà terapeutiche, vengono ogni giorno raccolte e condotte attraverso sofisticate apparecchiature per ricavare il meglio di quei principi utili nella prevenzione e nella cura di molte affezioni.
Sessanta fonti di benessere che si riversano nella grande piscina termale, gorgogliano nelle vasche terapeutiche e negli idromassaggi, impregnano i fanghi curativi, divengono vapori benefici per le cure inalatorie. E sono, insieme a preziose erbe curative, componenti essenziali della linea di prodotti cosmetici delle Terme di Riolo, ottimi per i trattamenti di bellezza. Particolarmente indicate per l'apparato respiratorio, le acque delle Terme di Riolo sono elementi ideali anche nelle terapie rilassanti e nei trattamenti estetici. Immersi in un rigoglioso parco, gfi attrezzatissimi padiglioni di cura ed il Centro Estetico racchiudono il perfetto connubio tra la tecnica moderna e la più naturale delle cure: l'acqua.

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