Bagno nella favola – introduzione di G. RossignuoloUn secolare e maestoso cedro del Libano caduto nel 1999
rinasce, grazie all’Arte di Giorgio Palli, attraverso una
scultura su legno che reinterpreta la favola di Biancaneve.
Il gioco fra la Natura l’Artista e la Fiaba, si espande
coinvolgendo il Visitatore ed immergendolo in un vero e
proprio “Bagno nella Favola ”.
Così ci si ritrova, bambini e adulti, a percorrere i 24 metri
del tronco interamente scolpito, e a farsi raccontare dai
sette nani, dallo scoiattolo, dal procione, dai cerbiatti
e dagli altri animali del bosco il loro mondo di fiaba,
mondo di cui ormai si è parte, fino a raggiungere Biancaneve.
Per i più piccini l’esperienza si fa ancora più intensa con
la possibilità di entrare fisicamente dentro la cavità del
tronco, quando si raggiunge la parte della scultura
rappresentante la casa dei nanetti ed il bosco.
Ed è grazie all’essere bambini, che in questo luogo magico,
la realtà e la fantasia possono rincorrersi sempre
più velocemente fino a fondersi in una cosa sola.
E’ questo il centro focale da cui si gode una vista privilegiata
su Biancaneve che è pilastro della fiaba, punto di arrivo
e di partenza.
Giuseppe Rossignuolo
Per ulteriori informazioni/For further info: http://www.giorgiopalli.it/
Il Parco Tassinari è forse il più bel parco del centro storico. E' esteso quasi un ettaro (per la precisione 9.209 m quadri) e possiede oltre 330 piante di cui circa 230 sono alberi d'alto fusto. La parte più antica, quella confinante con il Palazzo Tassinari (quindi sul lato di via Castellani) denuncia immediatamente la sua derivazione da un piccolo giardino privato ottocentesco (quello appunto dell'adiacente palazzo, divenuto, assieme all'area verde, di proprietà comunale), ancora riconoscibile per gli elementi caratteristici quali il laghetto (con ponticello in mattoni) e la macchia di bambù. Di epoca imprecisata è la ghiacciaia, ancora ben conservata nelle sue parti (collinetta e cavita interna) e utilizzata fin quasi a metà Novecento per il ghiaccio, che si ricavava stoccando all'interno del "tumulo " neve ben pressata e coperta da foghliame, terra e altro materiale isolante. Da un punto di vista botanico l'elemento di gran lunga più rilevante era il grande cedro che sorgeva nei pressi dell'angolo nord del Palazzo, schiantato dalla tempesta di vento del 26 dicembre 1999. Il tronco, peraltro, sramato e pulito, è stato lasciato sul posto e da un'idea delle imponenti dimensioni della pianta.
Come arrivare: Il parco ha quattro accessi, due in vicoli e due in strade principali, cioe Via Castellani e Via Cavour. Quest'ultimo é in pratica il più frequentato ed importante, e si trova all'altezza del Rione Verde.
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