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26/06/12

STUDIO BATTAGLIA DI ENRICO VERSARI

Enrico Versari nasce a Faenza il 18 Agosto del 1975, dopo gli studi superiori e le prime esperienze artistiche si iscrive all’ International School of Design di Modena, diplomandosi con un progetto che vincerà il primo premio al Concorso Internazionale Cosmopak di Bologna nel 1996. Nel 1998 si iscrive alla Facoltà di Filosofia a Firenze laureandosi in Estetica nel 2003 con il Filosofo Sergio Givone, discutendo una tesi che analizza i rapporti tra disegno industriale e avanguardie artistiche. Parallelamente approfondisce lo studio del disegno e la storia dell’arte; è del 1999 la sua prima mostra. Attualmente Versari insegna Teoria della percezione all’ ISIA di Faenza, collabora con riviste e gallerie d’arte. 
La mia personale avanguardia è tornare al disegno, dopotutto il segno è alla base della percezione ed è un ottimo strumento di indagine filosofica su ciò che appare. Eliminando il “velo di Maya” che ottenebra la vista il disegno potrebbe svelare la cosa in sé e per sé! I miei lavori si contrappongono al frastuono virtuale e veloce della contemporaneità; attraverso loro torno ad un fare pratico, empirico, espresso attraverso un mezzo semplice; sottovoce.


Il faentino Enrico Versari realizzera’ il drappo del palio 2012
il Drappo non sarà  rifinito come di consueto in rosso ma lo sarà con  un azzurro avio.  


Studio Battaglia di Enrico Versari
via Mons. Battaglia 23
48018 Faenza (RA)
Italia

info@enricoversari.com
http://www.enricoversari.com/

23/06/12

MANEGGIO AMICO CAVALLO DI RITA E FRANCESCO A FAENZA

Siamo un gruppo di amici con la passione del cavallo e della natura, una passione che si riassume nel desiderio di condividere sempre nuovi panorami, nel piacere di "ascoltare il silenzio" dei sentieri che ci ospitano, nella soddisfazione di una galoppata su un bel prato... il tutto semplicemente in sella ai nostri Amici Cavalli!

Rita e Francesco: gli istruttori del centro
Per Rita e Francesco i cavalli sono la loro vita. Non è da tutti dedicare la propria vita ad una passione, per quanto forte sia, ma loro ci sono riusciti. Anche se il compito di gestire una scuderia di circa cinquanta cavalli non è semplice, l'amore con cui fanno il proprio lavoro sembra alleviare tutte quelle parti "scomode" del mestiere... che dire? Due veri Cavalieri!!
Francesco e Rita sono entrambi Quadri Tecnici e Accompagnatori Equestri riconosciuti dalla FITETREC-ANTE, abilitati ad organizzare passeggiate, raduni equestri e viaggi di più giorni. Francesco inoltre è un ISTRUTTORE FITETREC-ANTE e tiene i corsi di equitazione per principianti, allievi, adulti e bambini dagli 8 anni in su. I corsi si svolgono da Marzo a Ottobre, dal Lunedì al Sabato. La Domenica pomeriggio invece viene dedicata alla "Messa in Sella", ovvero il primo approccio al cavallo per tutti coloro che vogliono provare l'emozione di salire sui nostri amici a quattro zampe!



Per ulteriori informazioni/For further information: http://www.amicocavallo.org/

18/06/12

Ricetta della piadina/Piadina recipe

E' questa la più classica delle specialità romagnole di vecchissima tradizione.
Un tempo veniva cotta sul testo, l'apposita pietra che veniva posta sulle braci ardenti. Il testo viene oggi generalmente sostituito da da una normale piastra di ferro.



Ingredienti:
  • 1 kg. di farina
  • 200 gr. di strutto
  • 4 cucchiai di olio d' oliva extravergine
  • 1 cucchiaio scarso di sale
  • lievito per un kg.
  • acqua tiepida o latte
Procedimento:

Versate sulla spianatoia la farina, mettete al centro lo strutto e l'olio, impastate unendo l'acqua tiepida o il latte (in cui è stato precedentemente sciolto il sale) fino ad ottenere una pasta piuttosto morbida.

Lavoratela bene e lasciatela riposare un poco, quindi dividetela in tanti gnocchetti della grandezza di un limone, stendeteli in dischi dello spessore di non più di mezzo centimetro.

Fate arroventare la piastra, abbassate la fiamma ed iniziate la cottura dei dischi ottenuti, punzecchiandoli con la forchetta. Lasciateli cuocere bene, prima da un lato poi dall'altro.

Mantenete le pizze calde coprendole con un tovagliolo. Gustatele calde con formaggio, salame o prosciutto e vino rosso.

15/06/12

ARTIGIANATO DELLE ERBE PALUSTRI

Gli oggetti di artigianato realizzati con erbe palustri e legno nostrano si possono acquistare presso l'Ecomuseo della Civiltà Palustre che recupera e conserva un patrimonio tradizionale fatto di incastri, intrecci, trame, torsioni e filature.
Il Centro custodisce circa 3.000 reperti che evidenziano il rapporto tra l'uomo e la valle con particolare attenzione ai manufatti realizzati in erba palustre e fabbricati secondo tecniche medievali e ottocentesche.

Oltre al Museo, il Centro dispone di un Etnoparco - Villanova delle capanne (via Ungaretti 1), nel quale, attraverso un breve percorso, è possibile ammirare gli splendidi capanni realizzati in canna palustre secondo le antiche tecniche costruttive.

Il Centro ha, inoltre, un'intensa attività didattica garantendo aperture e laboratori su appuntamento per scuole e gruppi.

Durante i mercati primaverili La soffitta in piazza e l'autunnale Sagra delle erbe palustri, è possibile osservare gli anziani del paese mentre lavorano abilmente le erbe di valle per realizzare graziose creazioni, tra cui sporte, fiaschi, scope, cesti, richiami e sedie.

Ecomuseo Civiltà Palustre
Indirizzo: Largo Tre Giunchi, 1 - Villanova di Bagnacavallo - 48020 (RA)
Tel: +39054547122 begin_of_the_skype_highlighting GRATIS 0545 47122 end_of_the_skype_highlighting
Fax: +39054547122
E-mail:
erbepalustri@comune.bagnacavallo.ra.it
URL: http://www.erbepalustri.it
Come arrivare
L'Ecomuseo della Civiltà Palustre si trova nella zona centrale della frazione di Villanova a circa 7 km da Bagnacavallo, mentre l'Etnoparco si trova nel cortile delle ex scuole a poche centinaia di metri dal museo (Via Ungaretti 1). Parcheggio auto e pullman davanti ad entrambe le strutture. Solo l'Etnoparco è accessibile ai diversamente abili.

Orari: martedì e sabato, ore 9.30 - 12.30; ogni 1° domenica del mese, ore 15.00 - 18.00 (invernale) e 15.30 - 18.30 (estivo); visite guidate su appuntamento in altri orari e giornate
Giorni di chiusura: agosto

Alfonsine: Labirinto effimero







Serpeggiando sinuosamente attraverso un campo di 8 ettari, il labirinto nel mais più grande d'Europa, riapre dal 16 giugno. Tema di quest'anno: L'alba dell'uomo e le preveggenze dei Maya.
LABIRINTO EFFIMERO 2012 - L'alba dell'uomo Per i Maya, il mondo in cui viviamo oggi ha avuto origini 5126 anni fa. Secondo alcuni scritti si presuppone che per questo popolo il mondo venne distrutto e ricreato almeno altre 3 volte.
Oggi l’uomo è fortemente attaccato alle sue illusioni; si aggrappa al mondo esteriore che conosce bene, probabilmente per paura dell’ignoto. Pensa con i dati di questo mondo e misura tutto con essi.
Entrare nel labirinto serve ad abbandonare ogni certezza, per esplorare l’ignoto, un viaggio che possiamo interpretare come un cammino di crescita verso la maturazione del nostro io. E’ necessario pertanto entrare nel proprio labirinto interiore e liberarsi con la forza di tutte le nostre false certezze, delle nostre illusioni, per risolvere la questione fondamentale della propria vita.
In un periodo di grande trasformazione come questo, nasce il nuovo tracciato del labirinto 2012 L'alba dell'uomo, progettatoto dall’artista Luigi Berardi.

Le caratteristiche del labirinto. Fin dall'antichità la sfida del labirinto è considerata una metafora della condizione umana.
Il labirinto effimero serpeggia sinuosamente attraverso un campo coltivato a granturco, in una fitta maglia di sentieri circondati e delimitati da pareti di mais, arbusti, essenze e fiori.
Durante il percorso sarà data a chi lo desidera, la possibilità di capire il funzionamento e l'utilità di una stazione meteorologica, illustrandone i componenti, il loro disciplinato uso, le funzioni e le indicazioni per formulare una previsione su scala locale ed a breve termine.
All'interno dell'azienda, inoltre, è allestita una mostra permanente di labirinti in mosaico realizzati dagli allievi del Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna. Un percorso artistico attraverso il quale viene raccontata la storia dei labirinti e le varie forme che li hanno caratterizzati nei millenni.
Possibilità di colazione al sacco e presenza di aree adibita a servizi e barbecue o per mangiate di pizza (solo su prenotazione).
Nel caso di impraticabilità per maltempo, sarà rimborsata per intero la quota anticipata all'atto della prenotazione.
 
Azienda Agricola Galassi
Indirizzo: Via Roma, 111 - Alfonsine - 48011 (RA)
Tel: +393358335233 
E-mail: info@galassicarlo.com
URL: http://www.galassicarlo.com

Come arrivare:
Dall'abitato di Alfonsine seguire la via Reale, SS 16 Adriatica, in direzione Ravenna. Svoltare verso la località di Rossetta.
Prezzo: € 7,00 (adulti)
Prezzo ridotto: € 5,00 (bambini)
Orari: tutti i giorni, ore 10.00 - 22.00 (si consiglia la prenotazione)

13/06/12

Ravenna, città d'arte - Ravenna, city of art

Ravenna è uno scrigno d’arte, di storia e di cultura di prima grandezza, il suo passato glorioso: fra V e VIII secolo fu tre volte capitale e la magnificenza di quel periodo ha lasciato rilevanti testimonianze giunte fino a noi. Ravenna è la città del mosaico: l’arte del mosaico non ha avuto origine qui, ma qui ha trovato la sua più alta espressione in una commistione di simbolismo e realismo, di influenze romane e bizantine ed ancora oggi questo antico sapere delle mani rivive nelle scuole e nelle botteghe.

Tra le sue antiche mura si conserva il più ricco patrimonio di mosaici dell’umanità risalente al V e al VI secolo. Per questa ragione i suoi edifici religiosi paleocristiani e bizantini sono stati riconosciuti patrimonio mondiale da parte dell’Unesco: il semplice involucro del Mausoleo di Galla Placidia nasconde uno scrigno di stelle infinite; la raffinata composizione che decora il Battistero Neoniano si ispira a una colta tradizione ellenistica, ripresa anche dal Battistero degli Ariani; la regalità della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo rivela le sue origini di chiesa palatina, eretta da Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti; oltre cento deliziosi piccoli uccelli introducono nell’intimità della Cappella di Sant’Andrea, dove si celebra il Cristo trionfante; maestoso il Mausoleo di Teodorico, coperto dal poderoso sasso della cupola; la Basilica di San Vitale, massimo tesoro dell’età paleocristiana, custodisce il ritratto della corte imperiale bizantina; fuori città, elegantissima, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe esalta nell’abside Cristo e Sant’Apollinare, primo vescovo e patrono.

L’offerta culturale a Ravenna inizia dagli 8 monumenti riconosciuti patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1996 e da questi trova stimolo di continua crescita ed innovazione. Gli esempi sono molteplici ed evidenti nella vita e nella produzione culturale della nostra città che negli ultimi anni ha visto importanti mutamenti: dal recupero delle storia romana di Ravenna all’apertura di nuovi siti archeologici, dalle nuove stagioni espositive ai grandi eventi di spettacolo, alla cultura che pervade tutto il territorio.

La bellezza dei mosaici quindi ma non solo: a Ravenna si può passeggiare tra le torri campanarie e chiostri monastici, passando dal romanico al gotico, dagli affreschi giotteschi di Santa Chiara al barocco dell’abside di S. Apollinare Nuovo; dalle testimonianze dell’ultimo rifugio di Dante Alighieri ai Palazzi che videro gli amori di Lord Byron.

Chi la incontra se ne innamora oggi come avvenne nel passato a Boccaccio, che vi ambientò una delle sue più belle novelle, a Gustav Klimt che ne trasse ispirazione manifestamente, ad Hermann Hesse che la visitò dedicandovi alcuni versi.

Ravenna è romana, gota, bizantina, ma anche medioevale, veneziana e infine contemporanea, civile e ospitale, ricca di eventi culturali e manifestazioni di prestigio internazionale che la rendono proiettata verso il futuro.

Per ulteriori informazioni/For further information:
Ufficio Turismo del Comune di Ravenna
via Salara 8 (RA)
Tel +39 0544 35755 - 35404 - Fax +39 0544 35094
email: turismo@comune.ravenna.it

11/06/12

Istituzioni romagnole: dacci un segno, Piné!

La storia di "Dacci un segno, Piné" è legata al fatto per arrivare a casa di Piné (perché è una casa senza alcuna insegna ecc. ecc., su per una strada bianca che si diparte da una strada "normale" dal centro di Fognano) bisogna sapere per benino dove si trova. Se siete fortunati potete avvistare anche delle volpi.
"Sono reduce da una delle serate più incredibili degli ultimi anni, non solo per l’ottima compagnia, ma soprattutto per la destinazione della serata assolutamente fuori dal normale: cena da Piné, a Fognano, vicino Brisighella. Uno degli ultimi avamposti della Romagna grezza e pura.
13,00
Piné è un simpatico e vernacolare signore che abita in mezzo ai monti, ha iniziato anni fa aprendo la propria casa e dando da mangiare ai vari cacciatori e fungaroli che passavano dalla sua zona.
In poco tempo la voce si è sparsa e casa di Piné (si, è proprio casa sua) è diventata ufficialmente un circolo privato: Convivio di Monte Ronco: associazione Amici di Piné.
Ora. Fino a qui tutto bene, uno pensa: figata, si mangia tra le colline di Brisighella, deve essere carino.
Invece no, è molto meglio.
Due giorni prima Mattia chiama Piné per prenotare:
“Piné volevo prenotare per stasera, c’é posto?”
“Se voi ci siete, io ci sono”
“Devo lasciarti un nome?”
“Fai un po’ te..”
ok…
Per arrivare da Piné dovete puntare per prima cosa Brisighella: arrivati li seguite le indicazioni per Fognano, passate il ponte (che sembra uscito da un film horror, di notte con la nebbia) e ad un certo punto vi ritrovate ad un bivio con una madonnina.
Siete praticamente arrivati: al bivio girate a sinistra (corsivo per Gabri, che invece ha girato a destra e si è ritrovato a casa di una tipa, peraltro niente male, ed è dovuto tornare indietro.. proprio nel momento in cui arrivavamo noi che gli stavamo chiedendo quale strada prendere.. ma ok, è un’altra storia).
Girate a sinistra dicevo, continuate sempre dritto fino a quando la strada diventa sterrata. Poi la strada diventa dissestata. Poi diventa una salita infernale piena di buche che punta in mezzo agli alberi e nel buio vi ritroverete a pensare “dove siamo, non ci può essere un ristorante qua in mezzo, torniamo indietro??”.
E infatti non c’é nessun ristorante, fighetta che non sei altro.
C’é la casa di Piné: arrivate nella sua aia, e riconoscete il posto perché Piné ha tirato fuori dal porticato una salona chiusa con dei teloni di plastica trasparente.
Oltre alla “sala” c’é un simpatico container adibito a porcilaia, con di fianco una discarica di taniche d’olio e una torre di cassette di cipolla.
Tutto attorno alla casa girovagano decine di gatti che mangiano gli avanzi che Piné generosamente lancia loro direttamente dalle finestre delle casa o della sala da pranzo.
Dalla casa arriva l’odore della carne cotta nel grande camino: non c’é infatti nessuna cucina, Piné cuoce la carne, preparata da lui in collaborazione immagino con i maiali li vicino, direttamente nel camino di casa.
Questo è Piné.
Quando siamo arrivati (immaginate 7 amici che scendono da due macchine, ma piazzateci l’arrivo a Las Vegas di Johnny Deep in Paura e Delirio a Las Vegas) io ero già contento di mio (grazie all’amica Maria che ci aveva accompagnato durante il viaggio, che simpaticona), ma poi è stato come trovare il Paradiso.
C’era solo un altro tavolo di persone, due famiglie con una bambina.. ci sediamo in un tavolone stile festa dell’Unità e subito arriva Piné che ci lascia sul tavolo 7 piatti (avete presente quelli che avete a casa anche voi? con i fiorellini? ecco quelli) con posate, due vasi enormi di scalogno e due bottiglioni di vino rosso prodotto da lui.
La sala non è che è sporca. E’ semplicemente e completamente abbandonata a se stessa. Con una infinità di oggetti assurdi appoggiati qua e la. E allora ti vedi la bombola del gas di fianco ad un micro stereo spento. Le ciabatte di Piné appoggiate sul davanzale della finestra di casa, chiusa con il ripiano di un tavolo inchiodato alla parete. E una scatola di un costumino sexy “da gatta” buttata per terra e usata chissà per quale ricorrenza. E gli attrezzi da fattore appesi alla parete.. ma non come nei ristoranti fighetti che sembrano finti.. sono veri e sono lì perché quello è il loro posto.
Avanti. Sono a casa.
Ci passiamo le posate e i piatti e ci prepariamo ad iniziare.

09/06/12

IL PARCO DEL CORNO ALLE SCALE

Un primo sguardo sul Parco Regionale del Corno alle Scale
il logo del Parco Regionale del Corno alle ScaleL’area protetta tutela un prezioso territorio montano, nel quale si ergono alti e maestosi i rilievi da cui originano le valli dei torrenti Dardagna e Silla. L’imponente dorsale del Corno alle Scale (1944 m), la cima più alta del Parco e di tutto l’Appennino Bolognese, costituisce l’asse centrale dell’Area protetta; essa prosegue a Nord nel Monte La Nuda (1828 m), mentre verso Est, a dominare la Valle del Silla, si staglia il Monte Gennaio (1812 m). A ridosso dei due principali centri abitati, Lizzano in Belvedere e Vidiciatico, troviamo rispettivamente la boscosa propaggine del Monte Pizzo (1194 m) e il Monte Grande (1531 m). I versanti, che presentano caratteristiche molto diverse nelle due valli, sono in gran parte ammantati dai boschi di faggio che alle quote più alte lasciano il posto al mirtillo ed alle praterie sommitali.
Adagiati lungo le pendenze meno aspre dei versanti o incastonati dove i crinali secondari si risolvono con maggiore dolcezza, caratteristici borghi montani oggi divenuti apprezzate mete turistiche conservano edifici religiosi, abitazioni e altri elementi tipici dell’architettura di montagna.
La varietà degli ambienti e la complessità del paesaggio, nel quale si alternano praterie d’alta quota, boschi, zone coltivate, impluvi e spartiacque favorisce un’estrema ricchezza floristica (oltre 1'000 specie), con numerose entità appenniniche rare dalle magnifiche fioriture, di cui alcune, caratteristiche dei rilievi alpini, raggiungono nel Parco il loro limite meridionale di distribuzione. Ne sono un esempio la genziana purpurea e la splendida aquilegia alpina, dai grandi fiori azzurri. I boschi naturali, i castagneti da frutto, le faggete e i rimboschimenti di abeti e pini regalano in ogni stagione uno spettacolare scenario multicolore. Il contenuto impatto dell’uomo permette d’altra parte la presenza di una fauna tra le più interessanti in Italia. Nel Parco è possibile, con un po’ di fortuna, l’incontro con i timidi caprioli, i daini, i mufloni e numerosissime specie di uccelli, tra cui la maestosa aquila reale. Le estese superfici boscate costituiscono inoltre rifugio per uno degli animali più rari e affascinanti della fauna italiana, da qualche anno tornato ad abitare i nostri monti: il lupo, oggi più che mai segno evidente di un ritrovato equilibrio ambientale.
(Nella foto in alto a destra: il logo del Parco Regionale del Corno alle Scale)

Come nasce il Parco
Il monte Corno alle Scale in invernoIl Parco Regionale del Corno alle Scale è parte di un sistema di parchi e riserve naturali istituiti dalla Regione Emilia-Romagna a partire dalla fine degli anni '70 per tutelare ambiti territoriali di elevato valore naturalistico e paesaggistico. Essendo contiguo ad altri parchi che si sviluppano nel Modenese e nel Reggiano, si inserisce nel quadro di tutela degli ambienti montani appenninici prossimi al crinale. Il sistema dei parchi regionali nasce, quindi, con l'obiettivo di fornire un modello per una coesistenza tra conservazione della natura e sviluppo del territorio, assicurando il mantenimento degli equilibri naturali, il recupero delle situazioni compromesse, il miglioramento economico e culturale delle condizioni di vita degli abitanti, attraverso la promozione di attività compatibili nei settori turistici, artigianali, produttivi e culturali.
Nel Parco, luogo privilegiato per la ricerca scientifica e l'attività didattica, la fruizione turistica è organizzata in modo da limitare carichi eccessivi negli ambienti più fragili e favorire la conoscenza diretta dei principali aspetti naturali e culturali del territorio, oltre che rappresentare una moderna opportunità di sviluppo economico e sociale per esso.
(Nella foto in alto a destra: il monte Corno alle Scale)

La gestione del Parco
cascate del torrente dardagna in autunnoIl Parco, dotato di una propria struttura amministrativa e tecnica, è gestito da un Consorzio tra gli enti locali territorialmente interessati: comune di Lizzano in Belvedere, provincia di Bologna e Comunità Montana Media e Alta Valle del Reno.
Strumenti fondamentali per la gestione sono il Piano territoriale del Parco, che definisce obiettivi e linee di intervento generali per la tutela e lo sviluppo dell'area, e il Regolamento del Parco, che disciplina le varie attività.
Nel contesto del sistema delle aree protette la Regione Emilia Romagna, tramite i suoi servizi, esercita importanti funzioni di pianificazione, programmazione, indirizzo e coordinamento.

I numeri del Parco
Il Centro Visita Parco di PianaccioAnno di istituzione: 1998 dalla L.R. 11/88
Superficie territoriale: 4974 ettari di cui 2545 di aree contigue (Zona di Pre-Parco distinto in con boschivo, agrario, sciistico) e 2429 per le restanti zone del Parco (Zona A di protezione integrale, Zona B di protezione generale, Zona C di protezione e riqualificazione ambientale finalizzata alla fruizione turistica).
Tre strutture ricettive: a Pianaccio, Pian D'Ivo (in località Madonna dell'Acero) e Poggiolforato sorgono rispettivamente, due Centri Visita e il Museo Etnografico. Tali strutture costituiscono una sorta di porta d'accesso all’Area Protetta, con la possibilità per i visitatori di un primo incontro con gli aspetti peculiari del territorio, sia dal punto di vista naturalistico, che storico-culturale.
Una organizzata rete di sentieri, mulattiere e strade forestali raggiunge gli ambienti più significativi e tutte le cime principali.

Il Centro Visita di Pianaccio, allestito in un grande e pregevole edificio della fine degli anni '20, è il più grande dei Centri Visita del Parco, articolato su quattro piani, interamente dedicati al bosco. Il particolare allestimento permette di approfondire i vari aspetti del bosco tramite realistiche riproduzioni di alcuni elementi quali il torrente, il sottobosco, la lettiera, i funghi. Nella saletta “Voci e suoni del bosco” è ricreata l’atmosfera dell’ambiente naturale grazie a giochi di luce che si susseguono dall’alba al tramonto, scanditi da diversi suoni: voci di animali. Il Centro Visita è dotato anche di una biblioteca.

Il Centro Visita di Pian d'Ivo, presso Madonna dell'Acero, è allestito in un edificio a due piani ed ha come tema conduttore l'acqua, la sua azione sulle rocce e il suo uso come fonte di energia. Particolarmente sviluppati sono gli aspetti geologici trattati con l'ausilio di un plastico avente fini didattici e di vetrine che presentano bellissimi campioni di minerali e rocce.
Nelle immediate vicinanze un percorso costituito da una rampa d’accesso e da una passerella in legno permette a tutti di vivere il bosco montano.




Il Museo Etnografico "Giovanni Carpani", infine, è una importante raccolta di oggetti della cultura e della storia locale. Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni tematiche che illustrano la vita e il lavoro dell'uomo in questa zona: pastoria, ciclo della lavorazione della castagna, artigianato, tessitura e religiosità.
Nell’edificio adiacente, detto “Le Catinelle”, è possibile ammirare la ricostruzione di una tipica abitazione di montagna, con arredi originali databili tra il XIX sec. ed il periodo tra le due guerre.
Per ulteriori informazioni/For further information:
Centro Parco e sede amministrativa, via Roma 1- località Pianaccio
40042 Lizzano in Belvedere
tel. 0534 51761, fax 0534 51763
e-mail: info@parcocornoallescale.it
http://www.cornoallescale.net/index.php

Confermato l’accordo con il gruppo Biohazard Crew per la gestione dello snowpark del Corno alle Scale
Riconfermato alla gestione dello snowpark anche per la stagione 2012-2013 il Biohazard Crew, il gruppo di ragazzi la cui capacità organizzativa rappresenta da anni una certezza per tutti i riders che frequentano il Corno alle Scale. Un accordo che prevede massima fiducia al gruppo Biohazard dando loro ampio margine di iniziativa e di movimento in ambito tecnico e mettendo a disposizione le risorse necessarie.
Non solo, fra le novità della prossima stagione i responsabili della stazione hanno deciso di ampliare lo snowpark rispetto all’anno precedente e di acquistare nuove strutture per poter offrire uno snowpark adatto a tutti i livelli e che possa consentire anche l’organizzazione di gare.

Come arrivare/How to reach the park:
Da BOLOGNA: KM.70 - Da FIRENZE: KM.85 - Da MODENA: KM.80
PER CHI VIAGGIA IN TRENO:
Linea "Bologna-Pistoia". Da Bologna treni ogni ora, da Pistoia treni ogni 2 ore.
Stazione ferroviaria a Porretta Terme, da Porretta Terme coincidenze con pullman di linea per Lizzano in Belvedere (ATC linea 776)
PER CHI VIAGGIA IN AUTO O PULLMAN:
Da Bologna:
autostrada A1 in direzione Firenze, uscita Sasso Marconi, seguire la Porrettana SS.64 in direzione Porretta Terme fino a Silla, qui svoltare a destra per Lizzano in Belvedere.
Da Firenze: autostrada A11 uscita Pistoia, seguire la Porrettana SS.64 oltrepassando Porretta Terme, a Silla svoltare a sinistra per Lizzano in Belvedere.
Da Modena:
autostrada A1 uscita Modena Sud, seguire per Vignola e Fanano, qui svoltare per Lizzano in Belvedere.

02/06/12

In vacanza con gli amici costa meno! On holiday with friends it's cheaper!!


7 notti al prezzo di 6 per 3 persone! 7 nights at the price of 6 for 3 people!
Possibilità di ospitare un gruppo di amici in tre camere doppie fino a 6 persone!
Chance to host a group of friends up to 6 people in three double-rooms!
Pernottamento e colazione a buffet! Accomodation and buffet breakfast!
Possibilità di consumare pasti da asporto all'interno della stanza! Chance to have take-away lunches or dinners inside the room!
Uso cucina e uso lavatrice due volte a settimana in autogestione incluso! Kitchen and washing machine use twice per week in self-management included!
E alla fine del soggiorno riceverete un buono sconto che potrete utilizzare per futuri soggiorni presso la struttura oppure regalare a parenti o amici! And at the end of the stay you will receive a discount coupon which you could use for other stays or hand over as a gift to relatives or friends!

La Via Francigena - The Francigena Road

a Via Francigena che da Canterbury portava a Roma è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma. Fu soprattutto all'inizio del secondo millenio che l'Europa fu percorsa da una moltitudine di anime "alla ricerca della Perduta Patria Celeste". Questa via attesta infatti l'importanza del pellegrinaggio in epoca medioevale: esso doveva compiersi prevalentemente a piedi (per ragioni penitenziali) con un percorso di 20-25 kilometri al giorno e portava in sé un fondamentale aspetto devozionale: il pellegrinaggio ai Luoghi Santi della religione cristiana. È noto come tre fossero i poli di attrazione per questa umanità in cammino: innanzitutto Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo; Santiago de Compostela, dove l'apostolo San Giacomo aveva scelto di riposare in pace e naturalmente Gerusalemme in Terra Santa. Il pellegrino inoltre non viaggiava isolato ma in gruppo e portava le insegne del pellegrinaggio (la conchiglia per Santiago de Compostela, la croce per Gerusalemme, la chiave per San Pietro a Roma). Va detto che queste vie di pellegrinaggio erano allo stesso tempo vie di intensi scambi e commerci e che le stesse venivano percorse dagli eserciti nei loro spostamenti.

La Via Francigena attraversa l'Emilia-Romagna nelle province di Piacenza e Parma dove, raggiunto il Passo della Cisa, entra in Toscana.

L'antico transitum Padi, il guado di Sigerico, segna l'ingresso in Emilia Romagna.
Seguendo il percorso francigeno in questa regione, si attraversa la pianura piacentina, dove nelle campagne è possibile scorgere le vestigia di feudi medievali per risalire, poi, sui rilievi appenninici che punteggiano il paesaggio.
Qui Il paesaggio unisce sapientemente le meraviglie della natura e la mano dell'uomo, tra campi coltivati, zone incontaminate e città dalle tradizioni antiche. Da Bologna, che è capoluogo di Regione, a Piacenza, Parma, Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena: città dal notevole patrimonio storico, artistico e culturale.
Il percorso in Emilia Romagna termina in prossimità del secondo importante valico francigeno, posto a 471 Km dal Gran San Bernardo: il Passo della Cisa.

Per ulteriori informazioni: http://www.viafrancigena.com/fra_fram.htm
http://www.viafrancigena.eu/home.asp

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