La Pieve di Cesato è quella che nel territorio di Faenza può vantare la più antica documentazione: è ricordata esistente nell'anno 755, citata come la Pieve di S.Giovanni in Aczigata. Difatti, gli antichi
documenti medioevali per esprimere Cesato usano varie espressioni come Acxigata, Ansiata, Asiata, Aziata, Sezata,
Seggiata, Cesata.
Non appena il Cristianesimo fece sentire i suoi primi influssi anche nella nostra regione, dopo il IV secolo, mentre nelle città sorgevano le chiese e le basiliche, nelle campagne e nei villaggi più popolati sorsero le cosidette Pievi (dal latino "Plebs").
La caratteristica della Pieve di S.Giovanni Battista di Cesato era quella di possedere il Fonte Battesimale, privilegio riservato in quel tempo solo alle basiliche nelle città. Un'altra caratteristica della Pieve è la sua qualità architettonica, risalente alle Basiliche paleocristiane ravennate (stile protoromanico ravennate), con alcune singolarità. La forma generale corrisponde a quella delle pievi generiche che si possono incontrare nel territorio ravennate-romagnolo. La novità appare comunque nei fianchi dove, invece delle arcatelle pensili appaiate, ricorrono le ampie arcate che già si volgevano nelle finestre delle basiliche del V e VI secolo.

Non appena il Cristianesimo fece sentire i suoi primi influssi anche nella nostra regione, dopo il IV secolo, mentre nelle città sorgevano le chiese e le basiliche, nelle campagne e nei villaggi più popolati sorsero le cosidette Pievi (dal latino "Plebs").
La caratteristica della Pieve di S.Giovanni Battista di Cesato era quella di possedere il Fonte Battesimale, privilegio riservato in quel tempo solo alle basiliche nelle città. Un'altra caratteristica della Pieve è la sua qualità architettonica, risalente alle Basiliche paleocristiane ravennate (stile protoromanico ravennate), con alcune singolarità. La forma generale corrisponde a quella delle pievi generiche che si possono incontrare nel territorio ravennate-romagnolo. La novità appare comunque nei fianchi dove, invece delle arcatelle pensili appaiate, ricorrono le ampie arcate che già si volgevano nelle finestre delle basiliche del V e VI secolo.

