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24/05/12

Foresta della Lama


La foresta della Lama, e' un incantevole pianoro incastonato fra meravigliosi boschi all'incrocio di due valloni che confluiscono verso il lago di Ridracoli...


Per arrivarci potete percorrere il sentiero che da Passo Fangacci (metri 1234) conduce a Poggio allo Spillo, oltrepassato il quale si arriva al passo della Crocina (1382). Da qui si scende sulla strada forestale che porta, attraverso i boschi alla piana della Lama (712 m.).

L'area e' comunque visitabile usufruendo del servizio di bus navetta organizzato dal Parco Nazionale, partendo dai centri visita di Bagno di Romagna e di Badia Prataglia. Percorrendo gli itinerari della foresta, affiorano alla mente pensieri esprimibili con aggettivi superlativi; questa foresta e' tanto bella quanto grande e' la sua varieta' di forme e di habitat.

Potrete ammirare carnivori come il lupo o le loro eleganti prede (caprioli, cervi...), l' aquila, la poiana, o godere del verde intenso sul quale si stagliano impressionanti concentrazioni di alberi giganteschi; querce spettacolari, faggi imponenti, tassi secolari e persino millenari.

La luce pulita e netta vi consentira' di apprezzare le mille piante della foresta; ginepri, felci, viole nelle radure, mentre nei prati fioriscono piante alpine come il croco e la genzana e poi gigli, martagoni, orchidee... e tanto silenzio interrotto solo dallo scorrere dell' acqua limpida e fresca dei ruscelli, dal fruscio degli animali selvatici e dal vento.

11/04/12

Bosco dei Canalacci


Itinerario da fare in bici e a piedi. Con il primo mezzo si esce da Faenza sulla Strada Prov. 16 e si volta per la prima vera strada a destra (via Sarna) di cui si percorrono circa 4-5 km fino all'evidente bosco dei Canalacci, sulla destra. Si lascia la bici proprio all'inizio del bosco, presso il pilastrino devozionale da cui si stacca a destra una carraia erbosa pedonale che scende nel bosco, vincolato ai sensi della legge che tutela gli alberi monumentali. Alla vegetazione naturale (sambuco, ontano nero, querce, pioppi) si mescolano alberi certamente piantati dai proprietari (conti Gessi) in un passato indefinito ma collocabile con buona probabilità nella seconda metà dell'800: si tratta soprattutto di platani, anche con esemplari notevolissimi, e - in minor quantità - di ippocastani e tigli. Il sentiero pedonale segue sempre la riva del ruscello (rio Canalacci), nel primo tratto sulla destra idrografica e nel secondo sulla sinistra, fino a giungere sulla riva del Lamone.

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