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22/09/12

Parchi pubblici a Faenza - Parks in Faenza

Parco della Rocca - "Il Tondo"

Via Giovanni da Oriolo
48018 Faenza RA

Pur nelle ridotte dimensioni - poco più di mezzo ettaro, con 270 piante - e pur nell'aspetto un pò superato, il parco della Rocca ha un valore storico e documentario (oltre che ovviamente ricreativo ed ecologico), non foss'altro che per il fatto di essere il più vecchio giardino pubblico faentino. Venne realizzato con il nome di "Parco dei Bimbi" nei primi anni '60 sull'area dell'ex prato della Rocca, che presentava solo il viale di platani (tuttora presente) collegato con lo Stradone. La sua funzione originaria, progressivamente ridottasi a partire dagli anni '80 e oggi del tutto scomparsa, era quella di giardino zoologico; allo scopo venne realizzata una grande gabbia con scimmie, una doppia per puma e leopardi con, sul retro, una vasca per procioni lavatori, una voliera ed un recinto centrale con emu (struzzi australini), alpaca (sorta di lama sudamericani, ma più grandi) e cervi pomellati. A fianco c'era una piccola vasca, in parte ancor oggi esistente, con tartarughe palustri. Nel linguaggio corrente faentino il parco non è mai, di fatto, stato indicato con nessuno dei pur numerosi nomi ufficiali: l'unico nome di successo è stato "Il Tondo", per via della pista circolare che lo contraddistingue; tale nome viene usato ancora oggi. Il parco è stato oggetto, negli anni '90, di un lungo restauro teso a conservare le parti migliori e riproponibili, riutilizzando invece in altro modo le strutture zoologiche. Così la vasca per testuggini e quella per procioni sono state adibite a fioriere, le gabbie sono oggi in parte di servizio ai chioschi esterni di piadina e la collinetta sotto cui c'era il ricovero dei cervi e degli alpaca è stata restituita alla sua funzione di elemento decorativo, accessibile ai pedoni.

Parco Tassinari
Via Camillo Cavour
48018 Faenza RA

Forse il più bel parco del centro storico. E' esteso quasi un ettaro (per la precisione 9.209 m quadri) e possiede oltre 330 piante di cui circa 230 sono alberi d'alto fusto. La parte più antica, quella confinante con il Palazzo Tassinari (quindi sul lato di via Castellani) denuncia immediatamente la sua derivazione da un piccolo giardino privato ottocentesco (quello appunto dell'adiacente palazzo, divenuto, assieme all'area verde, di proprietà comunale), ancora riconoscibile per gli elementi caratteristici quali il laghetto (con ponticello in mattoni) e la macchia di bambù. Di epoca imprecisata è la ghiacciaia, ancora ben conservata nelle sue parti (collinetta e cavita interna) e utilizzata fin quasi a metà Novecento per il ghiaccio, che si ricavava stoccando all'interno del "tumulo " neve ben pressata e coperta da foghliame, terra e altro materiale isolante. Da un punto di vista botanico l'elemento di gran lunga più rilevante era il grande cedro che sorgeva nei pressi dell'angolo nord del Palazzo, schiantato dalla tempesta di vento del 26 dicembre 1999. Il tronco, peraltro, sramato e pulito, è stato lasciato sul posto e da un'idea delle imponenti dimensioni della pianta.

Parco della Magione

Piazza Fra Saba
48018 Faenza RA


Esteso per 5.554 m quadri, con una novantina di piante, questo parco ha una parte recente ed una antica, ricavata su una vecchia ghiacciaia, oggi inaccessibile e inservibile ma di cui resta comunque la "collinetta", con un'interessante copertura a pervinche, laurotini e lecci, che rappresenta la parte più interessante, oltre che vecchia (forese ultracentenaria) del parco. Per il resto sono da segnalare i bei tratti di mura manfrediane (metà '400) che cingevano il Borgo e che delimitano a tutt'oggi il parco. Nel muro che fronteggia l'ingresso, oltre alla struttura "ad arcate" ben riconoscibile, si può ammirare una strana cavità, simile ad un boccascena teatrale: si tratta di un ambiente semicircolare coperto a cupola ricavato dall'interno di uno dei torrioni (in origine per l'intera cinta muraria erano ben 35, oggi ne restano 26). Pare che in passato sia stato in effetti usato per piccoli spettacoli all'aperto.
Presenti, ovviamente, anche le consuete piccole strutture "di servizio": panchine, tavoli in legno, una fontanella.




Parco Malmerendi
Via Medaglie d'Oro, 51
48018 Faenza RA


Il parco, oggi giardino botanico e "parte vivente" del Museo di Scienze Naturali, fu ricavato nei primi anni '80 sul terreno dell'ex vivaio Paganini-Paganelli, ancora parzialmente occupato da piante. Queste ultime furono mantenute il più possibile e ciò si percepisce ancor oggi nell'impianto "geometrico" di alcuni settori, come quello dei lecci o delle varie conifere del lato est.
Per le nuove piantumazioni furono utilizzate quasi solo specie autoctone, cioè della flora spontanea romagnola, con un evidente intento didattico e naturalistico. Le piante sono contrassegnate da cartellini cromaticamente differenziati: verdi per le specie autoctone, neri per quelle esotiche e bianchi per le piante italiane ma non presenti in Romagna (ad esempio la pervinca sarda). Tra le piante preesistenti si segnala una Sequoia sempervirens di notevole altezza, portamento non alterato da alcuna potatura (nemmeno nei rami bassi, che toccano terra, con effetto assai piacevole) e stato fito-sanitario ottimale. Fra le piante autoctone si segnalano le cerro-sughere (Quercus crenata), appartenenti ad una specie rara e protetta dalla legge regionale n.2/'77; gli esemplari in questione sono probabilmente gli unici presenti a Faenza. Il parco è gestito con criteri scientifici, didattici ed ecologici: prova ne sia la piccola area sul retro della palazzina, lasciata volutamente alla sua spontanea evoluzione (non vengono effettuati neanche i normali sfalci dell'erba) per dare rifugio all'entomofauna (insetti) e per poter osservare le modificazioni e, nel tempo, le varie successioni vegetali dal prato in poi.
Estensione: 10.266 m quadri
Piante presenti: circa 280



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