— CASTEL DEL RIO —
E’ UNO DEI SIMBOLI indiscussi della comunità di Castel del Rio e ora sta per mostrarsi di nuovo in tutto il suo splendore. E’ da febbraio scorso, infatti, che il ponte Alidosi, quel monumento unico nel suo genere per la sua curiosa forma ‘a schiena d’asino’, è imbrigliato in ponteggi e impalcature, l’ultima delle quali ha già riscosso la curiosità di più di un cittadino. Ora, dopo cinque mesi, il cantiere sta davvero per chiudere i battenti, tanto che si può già prevedere la data dell’inaugurazione, fra il 30 e il 31 luglio.
L’AGGIORNAMENTO sullo stadio finale dei lavori arriva direttamente dal sindaco Alberto Baldazzi, che non più tardi di ieri ha fatto l’ennesimo sopralluogo sul ponte insieme a uno dei progettisti, Marcello Padovani, che segue gli aspetti conclusivi del restauro dal punto di vista architettonico.
«I lavori di ristrutturazione e di restyling del nostro Ponte — spiega Baldazzi — sono a uno stadio già avanzato, in linea con le attese sia sotto il profilo temporale sia sotto quello del risultato. La contiguità tra le parti ristrutturate e quelle ancora da sistemare a questo stadio mostra quanto la struttura avesse bisogno di un intervento significativo. Anche a noi, abituati a vederlo, il Ponte continua a sorprendere per l’imponenza architettonica e l’arditezza progettuale, frutto di una visione coraggiosa, tipica del periodo rinascimentale». In effetti il ponte, costruito nel 1499, è veramente una struttura massiccia: costituito da un’unica arcata alta 18,5 metri e lunga 42, ha trascorso tutta la primavera nascosto dai ponteggi. Sono sempre dai sei agli otto uomini al lavoro da mesi per la rimessa a nuovo della struttura, coordinati dall’ingegnere Marco Maccaferri con la collaborazione di Ivan Cavini. «Ormai ci siamo — racconta Padovani —, stiamo ultimando la fase di stilatura e stoccatura. In parole semplici, stiamo asportando la vecchia stoccatura e rimettendone una nuova nella parte della massicciata e in quella del fronte esterno che guarda verso Imola».
PADOVANI dà lumi anche sul curioso ponteggio comparso da qualche giorno: «Si chiama tractel, consente di supportare una passerella per intervenire nel punto culminante sotto l’arco principale. Fra gli interventi di rifinitura, invece, manca anche il posizionamento di due catene d’acciaio sull’arco, un tratto di strada che introduce al ponte e un muretto laterale di contenimento del terreno». Tradotto: ormai siamo davvero agli sgoccioli.
Letizia Gamberini