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05/07/15

E..state in collina: Frogstock a Riolo Terme dal 27 agosto al 29 agosto 2015

Comune: Riolo Terme
Indirizzo: Parco Fluviale
Telefono: 0546/71044
Ufficio informazioni turistiche di riferimento: I.A.T. Riolo Terme
https://www.facebook.com/frogstock.festival
http://www.frogstock.it/

Periodo di svolgimento: da mercoledì 26 a sabato 29 agosto 2015
Prosegue senza sosta la marcia di avvicinamento alla ventiduesima edizione del Frogstock Festival 2015 in programma al parco fluviale di Riolo Terme (RA) dal 26 al 29 agosto 2015.
Annunciato il big Caparezza ed il suo “Museica Tour II – The Exhibition” headliner sabato 29 agosto (prevendite per i tagliandi d’ingresso attive attraverso il circuito TicketOne e Vidia Rock Club), il cuore pulsante sinergico Clips Rag & Rock e Pro Loco di Riolo Terme dirama l’elenco dei protagonisti delle serate di giovedì 27 agosto e venerdì 28 agosto, rigorosamente ad ingresso gratuito.
Si parte giovedì 27 agosto con le sonorità alternative rock del trio capitolino Mad Shepherd e lo splendido album di debutto “Monarch” ad anticipare le esibizione dei due gruppi headliners: Il Pan del Diavolo e Fast Animals and Slow Kids. Duo folk/rock n roll palermitano per Il Pan del Diavolo formato da Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo. Nati artisticamente nel 2006, quattro anni più tardi il disco d’esordio “Sono all’Osso” diventa finalista del Premio Tenco nella sezione “migliore opera prima”. Tanto live di qualità ed il successo dell’ultima fatica discografica “FolkRockaBoom” (2014) per l’ennesima estate da prima pagina. I Fast Animals and Slow Kids con l’ep “Questo è un cioccolatino” targato 2010 ed i tre album in studio “Cavalli” (2011), “Hybris” (2012) e “Alaska” (2014) monopolizzano lo stivale con un’intensa attività dal vivo. Quartetto rock energico “made in Perugia” deciso a conquistare anche il prestigioso main stage romagnolo.
Venerdì 28 agosto si replica con l’apertura degli inventori del genere “catastro-fico” rock, funky e punk from Bologna French Kiss & Aloha Aloha Beach. Secondi nella sezione “Nuove Proposte” al Festival di Sanremo 2015 con il singolo “Elisa” arrivano al parco fluviale di Riolo Terme i mitici KuTso. Tra le band partecipanti al Concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni (2014 – 2015), i quattro moschettieri di Roma gongolano scrutando i riscontri di vendita dell’album “Musica per persone sensibili” (2015) prodotto con la collaborazione di Alex Britti ed i dati di afflusso al “Perpetuo Tour”, oltre 110 date in Italia soltanto nello scorso 2014. Ruolo di headliners di giornata condiviso con gli Après La Classe, pugliesi veraci, come il loro sound che ruota tra il dub Rock e l’electro Rock. L’omonimo disco di debutto regala la hit “Paris”, sigla di apertura della fortunata trasmissione tv “Le Iene” (2006). Prestigiose collaborazioni con artisti del calibro di Caparezza, Giuliano Sangiorgi e Sud Sound System, partecipano a tre edizioni del Concerto del Primo Maggio (2007, 2008 e 2009). “Riuscire a volare” (2014) è la più recente produzione in studio con lo zampino d’autore degli amici fraterni e conterranei Negramaro.      

PROGRAMMA DETTAGLIATO
Giovedì 27 Agosto - apertura cancelli ore 19.00
Il Pan del Diavolo e Fast Animals and Slow Kids

Venerdì 28 Agosto - apertura cancelli ore 18.00
French Kiss & Aloha Aloha Beach e Après La Classe
Sabato 29 Agosto - apertura cancelli ore 18.00
CAPAREZZA
Tutte le sere: Pro Loco "Traditional Fast Food", Ficattola, Birra e molto altro - Grapperia "Kill the Coffee" - Cocktails e apertivi musicali al Jocker Disco Bar - In collaborazione con “Ser.T Faenza ”controllo volontario alcool-test e possibilità di pernottamento gratuito presso il “Frogstock Rock Camp” allestito dai Volontari della “Protezione Civile di Riolo Terme” - Vivi La Musica Responsabilmente!!!!

Origini storiche: Frogstock nasce nel 1994.
Orari:
Inizio concerti ore 21.30

Tariffe:
Gli spettacoli in programma dal 26 al 28 agosto sono ad offerta libera.
Il costo del Biglietto per il concerto di Caparezza è di euro 17,30.

Come arrivare: La manifestazione si svolge nel Parco Fluviale. Giunti a Riolo Terme si prosegue lungo la SS 306 dopo la rotonda in direzione Casola Valsenio. Arrivati al ponte che sovrasta il fiume Senio, lo si supera e subito a destra si svolta nel grande parcheggio che fiancheggia il Parco.

http://www.frogstock.it/index.php/programma 

17/05/15

Petali della Corolla - Riolo Terme

Tre percorsi per tre offerte paesaggistiche diverse che caratterizzano il nostro bel territorio: il lungo fiume, le colline, i calanchi.
I petali della Corolla
Tre percorsi per tre offerte paesaggistiche diverse che caratterizzano il nostro bel territorio: il lungo fiume, le colline, i calanchi.
L'iniziativa nasce grazie al contributo e al coinvolgimento della Provincia di Ravenna e mira a valorizzare il territorio e a promuovere stili di vita salutari.
IL PETALO DI GALLISTERNA
Percorso di andata e ritorno, di circa 9 km, adatto a tutti. Dislivello 122 m - Quota min. 67 m - Quota max. 116 m.
Partendo dal Parco Pertini si prosegue per le Terme e si imbocca il percorso escursionistico a fianco del canale Molino di Serravalle. Da qui si giunge ad Isola e si prosegue per la chiesa di Gallisterna. E rientro.
Da visitare - Al termine della discesa iniziale, giunti sotto le mura, si trova il Parco-museo "Le 127 giornate di Riolo", con sculture in bronzo dell'artista Giovanni Bertozzi, ispirate all'omonimo libro di Leonida Costa, cronaca delle terribili giornate dell'inverno 1944-45 in cui il fronte di guerra si fermò a Riolo per oltre quattro mesi. Poco distante è presente il monumento dedicato al Comandante del Gruppo di Combattimento Friuli, Gen. Arturo Scattini, che liberò Riolo l'11 aprile del 1945. Sul fiume troviamo il ponte di ferro (Bailey), ormai rara testimonianza di ripristino dei collegamenti fatti saltare durante il conflitto mondiale. Al termine del percorso di andata troviamo la Chiesa di Gallisterna, dedicata a San Tommaso apostolo. Nel cimitero accanto, merita una sosta la tomba di Menotti Farina, terza a destra nella parte in terra, nella quale è riportata una frase che sintetizza la filosofia della nostra permanenza in terra.
IL PETALO DI MONTE GHEBBIO
Percorso ad anello adatto a tutti. Lunghezza: 7,8 km.Dislivello 217 m - Quota min. 56 m - Quota max. 241m
Partendo dal Parco Pertini si giunge, passando per via Rimembranze, alla Badia di San Pietro in Sala, si finacheggiano i campi e percorrendo via Molino Maschi e la pista ciclabile di via Bologna si giunge a Cuffiano. Imboccando via Ossano si raggiunge la sommità di Monte Ghebbio e si discende verso il centro cittadino.
Da visitare - In viale Rimembranze si trova la Chiesina dei Caduti, dell'architetto Francesco Bagnaresi, costruita negli anni '20 a ricordo dei caduti riolesi nella Prima Guerra Mondiale. All'interno è conservata la Madonna del Presidio, cui i riolesi sono devoti. Lungo il percorso si incontra la Badia di San Pietro in Sala del IX secolo, oggi casa privata; da notare l'originale campanile a vela. Nella frazione di Cuffiano si passa accanto al Parco dedicato alla Brigata Ebraica, formazione di combattenti ebrei che, aggregati alla 8a Armata inglese, ebbero il compito di difendere e poi sfondare, avanzando verso Imola, la Linea Gotica tracciata dal fiume Senio.
Dalla cima di Monte Ghebbio, in condizioni di cielo terso, è possibile vedere la linea azzurra del mare Adriatico.
IL PETALO DI MAZZOLANO
Percorso ad anello, di circa 8,6 Km adatto a tutti. Dislivello 335 m - Quota min. 75 - Quota max. 244 m.
Partendo dal Parco Pertini si prosegue per via Mazzolano, si imbocca e si discende tutta via Lotta, si attraversa il rio Mazzolano e si risale versola chiesa. Si imbocca quindi il sentiero sulla destra che conduce a Mezzacosta, si scende verso la zona Peep e si torna verso il centro cittadino.
Da visitare - Le colline circostanti sono destinate alla coltivazione di frutteti e vigneti particolarmente pregiati. Lungo il percorso si incontra la Chiesa di Mazzolano, dedicata a San Martino, al momento inagibile al culto. Dal km 7 inizia la discesa verso Riolo con panorama sui calanchi del Rio Vecchio, ove si trovano alcune delle sorgenti delle acque minerali di Riolo.
Permette di gustare il panorama sulla media e alta valle del Senio, sul versante nord della Vena del Gesso romagnola e sulla pianura imolese e ferrarese.
Note: Una parte del percorso fu centinaia di volte attraversata dai volontari portaferiti che, durante il secondo confitto mondiale, portavano le barelle dei malati e dei feriti gravi da Riolo a Imola, inizialmente sulle spalle, poi con un carretto.
LE MAPPE

21/10/12

Che cosa visitare a Riolo Terme e nei dintorni/What to visit in Riolo Terme and its surroundings

Il nome "Riolo" deriva da 'Rio Doccia", un modestissimo corso d'acqua, a carattere pluviale, situato presso la Rocca. Per oltre due secoli, viste le caratteristiche del torrentello, il paese fu chiamato "Riolo Secco". Nel 1914, per il valore terapeutico delle acque che sgorgavano nei dintomi, fu adottato il nome di 'Riolo dei Bagni. Quando infine nel 1957 il locale stabilimento si impose all'attenzione nazionale, il nome del paese fu convertito nell'attuale.
I primi insediamenti sui fertili terrazzi intorno a Riolo risalgono al Neolitico e forse anche a periodi antecedenti, come dimostrano reperti di epoca preistorica depositati presso la Raccolta cittadina, nonché al Museo di Imola e al Museo Archeologico di Bologna. Varie testimonianze confermano l'avvicendarsi in questi luoghi di Umbri, Etruschi, Galli, Romani, Goti e Longobardi. In particolare, la colonizzazione romana trova riscontro nei resti di numerose ville e nelle maglie centuriali, in parte rilevate. La caduta dell'Impero romano e la conseguente crisi economica spopolò la vallata. Un rilancio si ebbe a partire dal IX secolo, quando si stabilirono nei paraggi i frati benedettini, che costruirono la badia di San Pietro in Sala e bonificarono ampie superfici.
Durante il Medioevo si accesero aspri conflitti fra le famiglie potenti della valle.
Nel 1500 scese in queste valli Cesare Borgia con le sue truppe e anche Riolo venne conquistata. Nel 1504 il papa Giulio II la privò di ogni autonomia e la sottopose alla potestà imolese.

 
The Thermal Baths
Il secolo XVII si caratterizzò per una notevole decadenza economica e sociale.
Il 7 agosto 1766 fu una data storica: un esecutivo di dieci riolesi, guidati da Giulio Cesare Costa e dal giurista Francesco Mazzolani, si riunì in assise escludendo i forestieri. Nell'occasione, furono denunciate prepotenze, umiliazioni, stato di servitù. Una mozione fu votata contro le pretese di Imola. Ma erano pochi uomini soli e i tempi non erano ancora maturi e solo dopo il 1815, con la restaurazione, i riolesi acquisirono una certa autonomia amministrativa.
Dal 1824 un certo rilancio si cominciò ad avvertire grazie allo sfruttamento delle acque minerali.
Nell'agosto del 1914, Riolo ebbe inoltre la ferrovia, ma le scarse possibilità economiche offerte dalle valle ne segnarono presto la scomparsa, avvenuta nel 1933.

La Rocca Trecentesca
La visita non può che iniziare dalla centrelissima Piazza Mazzanti piazza Mazzanti, dove domina maestosa la Rocca trecentesca. Lavori di radicale restauro stanno gradualmente restituendo la fortezza alle condizioni originali. Un primo intervento, iniziato nel 1984 e conclusosi nel 1989 ha consentito di adibire ampi spazi interni ad attività espositive d'arte di importanza europea e a rappresentazioni musicali. Gli ultimi lavori hanno eliminato alterazioni strutturali ed aggiunte, recuperando anche l'originale fossato e ripristinando il ponte levatoio. L'intero volume si staglia oggi isolato in tutta la sua primitiva imponenza, perfettamente integrato all'antica cinta muraria superstite. Il complesso, dotato di quattro torri angolari (fra le quali il mastio a base quadrata è alto 22 metri) si sviluppa su quattro livelli: un piano interrato, uno a livello della corte, uno all'altezza dei merli e un sottotetto.
Per l'antico forte si apre ora l'opportunità di una nuova storia, che risulterà trainante per l'identità di Riolo e del suo territorio. Gli spazi resi disponibili saranno messi a disposizione di idee e progetti di grande richiamo culturale. Sono addirittura tre i musei previsti: il primo relativo alla Gastronomia italiana; il secondo alla Vena del gesso e l'ultimo ai ritrovamenti archeologici del territorio. Naturalmente avrà un angolo tutto suo, quello che è considerato il cimelio per antonomasia del paese, ovvero la "bombarda della Rocca". L'arma da fuoco, come risulta dal marchio impresso sopra è datata 1474 e appartenne a Carlo Il Manfredi, si tratta probabilmente dell'allora modernissimo pezzo di artiglieria utilizzato nel 1527 per respingere l'assalto di un'orda di Lanzichenecchi spagnoli.

La Chiesa di San Giovanni Battista
A poca distanza dalla Rocca, percorrendo corso Matteotti, si raggiunge la chiesa prepositurale di San Giovanni Battista, consacrata nel 1960. Al suo interno, nell'abside, dietro l'altare maggiore è posta una delle più imponenti opere sacre che l'estro artistico moderno sia stato in grado di creare: La Redenzione di Sante Ghinassi. Si tratta di un grandioso pannello di ceramica di 100 metri quadrati, composto di 900 piastrelle di maiolica, che sotto il profilo della materia utilizzata e delle dimensioni non ha precedenti. Nell'opera, appare geniale l'intuizione religiosa di Ghinassi riferita al mistero della salvezza: intorno al Cristo crocifisso dal basso a sinistra in senso orario circola tutta la storicizzazione della Cristologia: dalla Natività all'Evangelizzazione, passando per Battesimo, Chiamata di Pietro, consegna delle chiavi, Resurrezione, Pentecoste. Come in una moviola si dipanano ai piedi della croce scorci caratteristici ed emblematici di Riolo: il viale delle Terme, la Rocca, il paese cinto di mura. Tra le altre pregevoli opere raccolte nell'edificio spicca una Via Crucis del ceramista Angelo Biancini, mentre alcuni dipinti provenienti dalla vecchia chiesa, databili ai secoli XV e XVI, adornano la piccola Cappella dedicata alla Beata Vergine del Rosario.

Il Parco Sotto le Mura

Arte antica e arte moderna si fondono anche quando, dopo un breve percorso, si raggiunge il Parco sotto le mura, una sorta di museo dove intriganti sculture in bronzo dell'artista riolese Giovanni Bertozzi, ispirate dalle pagine del libro di Leonida Costa Le 127 giornate di Riolo (cronaca delle terribili giornate dell'inverno 1944-45 in cui il fronte di guerra si fermò a Riolo per oltre quattro mesi), giocano a rimpiattino con la vegetazione. La varietà degli scorci è qui così mutevole che in pochi metri si retrocede o si avanza di secoli.

Le Terme
Inaugurato nel 1877 su progetto del faentino Antonio Zannoni, l'atmosfera si fa orientaleggiante. Il primo nucleo, il Padiglione Bagni, oggi rappresenta il cuore dello stabilimento ed ospita l'accettazione e la direzione.
Negli anni a cavallo tra Otto e Novecento, passata la proprietà dello stabilimento a privati dotati di grande intuito e spirito imprenditoriale, le strutture furono rese più ampie e funzionali e si aggiunsero, secondo il brillante progetto dell'architetto riolese Anselmo Mongardi: un kursaal con teatro e casinò, (purtroppo completamente raso al suolo durante l'ultimo conflitto); una chiesetta dedicata alla Madonna della Salute (1900); il Grand Hotel delle Terme stile liberty; uffici; locali di ritrovo; giardini. In quell'epoca le Terme di Riolo dei Bagni erano infatti un'ambita meta per la migliore nobiltà italiana ed europea.
Le acque di sessanta sorgenti naturali, diverse per composizione chimica e proprietà terapeutiche, vengono ogni giorno raccolte e condotte attraverso sofisticate apparecchiature per ricavare il meglio di quei principi utili nella prevenzione e nella cura di molte affezioni.
Sessanta fonti di benessere che si riversano nella grande piscina termale, gorgogliano nelle vasche terapeutiche e negli idromassaggi, impregnano i fanghi curativi, divengono vapori benefici per le cure inalatorie. E sono, insieme a preziose erbe curative, componenti essenziali della linea di prodotti cosmetici delle Terme di Riolo, ottimi per i trattamenti di bellezza. Particolarmente indicate per l'apparato respiratorio, le acque delle Terme di Riolo sono elementi ideali anche nelle terapie rilassanti e nei trattamenti estetici. Immersi in un rigoglioso parco, gfi attrezzatissimi padiglioni di cura ed il Centro Estetico racchiudono il perfetto connubio tra la tecnica moderna e la più naturale delle cure: l'acqua.

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