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18/05/12

Il Cammino di San Vicinio 14 tappe, 2 deviazioni e 6 collegamenti, quasi 320 km a piedi


Il Cammino di San Vicinio, tracciato lungo le direttrici di santuari e di luoghi della devozione popolare fondati secoli fa dalla fede che non discute, che non replica: la stessa che guidava i pellegrini ai santuari piccoli o grandi, ricchi di opere d’arte o semplici come sono le chiese di campagna. Un viaggio attraverso le tante testimonianze della storia religiosa e culturale, un viaggio che può legare la motivazione culturale a quella spirituale, dove il cammino può anche essere metafora del  viaggio, di iniziazione, di rinnovamento o di arricchimento culturale personale.
Sarsina è raggiungibile da nord con il servizio pubblico degli autobus da Cesena; da sud da Arezzo, via Borgo San Sepolcro; da Firenze, via Bibbiena; da Roma via Cesena.Se provenite dal sud d’Italia con i mezzi pubblici può accadere di trovare nei collegamenti con Sarsina più difficoltà del previsto. Vi consigliamo prima di partire di assumere le informazioni necessarie per evitare inconvenienti.
La stazione ferroviaria più vicina è Cesena.
In auto si può raggiungere Sarsina, da nord, con l’A1 Milano - Napoli, via Ancona con l’A14, uscita Cesena Nord - Superstrada E45 direzione Roma. Da sud, Autostrada A1 Napoli - Milano, uscita Orte, Superstrada E45 direzione Ravenna.

























Si tratta, nella realtà, di un collare di ferro, composto da due bracci uniti fra loro da un duplice snodo e terminanti con due anelli combacianti. La cosiddetta “catena” di San Vicinio - un collare ferreo - assume un ruolo centrale nella storia del culto e negli sviluppi della tradizione con l’ovvia e inevitabile  conseguenza a carico della devozione popolare, che l’ha recepita come una reliquia vera e propria del santo e come oggetto depositario di ogni virtus; nel tempo, essa ha acquisito un potere taumaturgico autonomo, divenendo nell’immaginario collettivo un vero e proprio surrogato del santo.


Essa, posta al collo degli indemoniati (o supposti tali), con una modalità d’uso già attestata nella Vita, è impiegata come strumento esorcistico: gli effetti taumaturgici sono ben noti.


Una immagine da percepire nella sua semplicità, come unica, riconoscibile anche senza logos, senza possibilità di confonderla con altri simboli. Una metafora che accompagna il viaggiatore pellegrino come un passepartout, di protezione, lungo i sentieri impervi e solitari.




Per ulteriori informazioni/For further information: http://www.cmcesenate.fc.it/index.php?content_id=642

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