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21/10/12

Che cosa visitare a Brisighella e nei suoi dintorni/What to visit in Brisighella and its surroundings

Le origini di Brisighella sono assai antiche. Reperti rinvenuti nella grotta "Tanaccia", in prossimità della strada Monticino-Limisano che conduce a Riolo Terme, dimostrano la presenza di nuclei abitati risalenti al Neolitico e all'Età del'bronzo. In seguito la valle fu occupata da popolazioni di origine celtica, come rivela la necropoli rinvenuta nella frazione di San Martino in Gattara.
Alcuni toponimi fanno invece riferimento a popolazioni galliche: ad esempio citiamo "Rontana" (luogo elevato) e lo stesso 'Brisighella', che qualcuno collega alla radice brix (vetta, altura). Esistono però numerose altre interpretazioni, come quella che vuole il nome derivato dal veneto bressichella (briciola), cioè piccola porzione della Serenissima Repubblica posta in Romagna. Altri ancora sostengono l'origine greca, facendo riferimento a braxica (cavolo), con riferimento a un luogo adatto alla coltivazione dell'ortaggio.
Quando i Romani occuparono queste terre, vi costruirono la via Faentina (allora denominata via Antonina, da Antonino Pio, 13 d.C.), che diramandosi dalla via Emilia valicava l'Appennino. La strada, non più larga di una mulattiera, era percorsa dalle carovane del sale, provenienti da Cervia e dirette a Roma. Ancora oggi ne troviamo memoria nei toponimi della zona. Quartolo, per esempio, èposto al quarto miglio dall'inizio della strada cominciando a contare da Faenza' "Rio Quinto' al quinto, così come la Pieve del Thò ovvero in ottavo, indica l'ottavo miglio, e Ponte Nono, il nono.
La nascita dell'attuale nucleo abitato è attribuita per tradizione a Maghinardo Pagani da Susinana, considerato il più grande condottiero medioevale delle Romagne. A lui oggi è intitolato il palazzo Municipale, in stile neoclassico.
Nel 1290, sull'asperità dove si trova la Torre dell'orologio, Maghinardo fece erigere, in opposizione a Francesco Manfredi signore di Faenza, una torre in grossi blocchi di gesso, ai cui piedi si andò sviluppando la Brisighella che ancor oggi possiamo vedere.
Arte, storia e architettura a Brisighella si fondono in maniera emozionante. Si, perché restare anche solo per un istante affacciati dalle balconate della Torre, della Rocca oppure del santuario del Monticino significa godere di straordinari panorami e inconsuete prospettive. E mentre da lassù lo sguardo cade sul sottostante borgo, viene spontaneo il desiderio di scoprire in dettaglio i tesori nascosti dietro quegli incantevoli scorci.

La Rocca
La vetta centrale, dotata di parcheggio, ospita nella Rocca l'interessante Museo del lavoro contadino nelle vallate del Lamone, Marzeno e Senio. Con i suoi 2300 reperti legati alla civiltà rurale, artigianale e agreste, propone fedeli ricostruzioni di ambienti (cucina, cantina, camere, laboratori) che raccontano al visitatore nei dettagli la vita contadina nel secolo scorso.
 


La Torre dell'Orologio



Dalla Rocca alla Torre dell'orologio il passo èbreve. Documentata come fortilizio fin dal XIII secolo, la "Signora del tempo' fu parzialmente ricostruita nel Cinquecento e di nuovo - questa volta completamente - nel 1850. Perdurando poi l'antica funzione di orologio civico, è stato naturale oggi adibirla ad originale Mostra del tempo. Antiche stampe, generose concessioni all'astrologia e singolari meccanismi sono in sintonia con il curioso quadrante esterno basato su 6 settori, anziché 12, dove ore e minuti sono segnati da un'unica lancetta corta.

Santuario del Monticino
Sul terzo colle, immerso nei cipressi, sta il Santuario del Monticino, simbolo della devozione all'effige della Madonna custoditavi. Si tratta di una ceramica impressa realizzata nel 1626, originariamente posta su un pilastro alle porte del paese, quindi, nel 1662, trasferita sul colle in un romitorio costruito con le offerte dei fedeli. Quel primo edificio, abbattuto nel 1758, fu rimpiazzato dall'attuale, che presenta, nella parte absidale, affreschi del pittore faentino Savino Lega, allievo di Felice Giani (1850-53). L'altare principale èrivestito di marmi pregiati, circondati da capitelli ionici, stucchi e decori. Nel 1926 il Santuario si arricchì di una grandiosa facciata, donata dal cardinale Michele Lega, realizzata su disegno di Edoardo Collamarini. In onore della Madonna del Monticino l'8 settembre si celebra, dal 1662, una tra le più antiche sagre di Romagna.

La Collegiata di San Michele Arcangelo
Proseguendo l'itinerario, nel centro del paese si trova la collegiata di San Michele arcangelo, progettata dall'architetto fiorentino Gherardo Silvani e ultimata nel 1697. Una grande porta bronzea, opera dello scultore Angelo Biancini, immette all'interno. Qui, si venera la Madonna delle Grazie raffigurata in un quadro del 1410 attribuito al Mingarelli. Tra le altre opere di valore spiccano un fonte battesimale con lo stemma dei Malatesta' due tele del bolognese Bertuzzi, raffiguranti San Giorgio e Santa Rosa da Lima e due statue in legno del 1750 opera dei fratelli Nicola e Ottaviano Toselli.



La Via degli Asini
 


La via del Borgo o "degli Asini"

La visita si fa oltremodo interessante se si percorre la via del Borgo o "degli Asini" che prelude alla cittadella medioevale. Appena entrati dalla porta delle Dame, le sorprese rasentano l'incanto se si visita la preistorica 1 casa' detta Boschi-Raggi, scavata nella roccia e paragonabile ai "Sassi" di Matera.
La "via degli Asini" va comunque percorsa tutta, perché ci si trova di fronte a qualcosa di veramente unico nel suo genere: in circa mille anni di onorato sevizio ha svolto funzioni di caseggiato, strada pedonale, cortina muraria di protezione e luogo di ritrovo civile. 1 mezzi archi di differente ampiezza, oltre a rendere impenetrabile la difesa, servirono a dare luce ad un luogo di ritrovo riparato dalle intemperie in tempi di pace. Con l'avvento delle armi da fuoco, il borgo e la via seppero riconvertirsi mutando nel corso degli anni l'originale funzione.
Il camminamento infatti divenne l'anima del quartiere dove vivevano e accudivano alle loro bestie i 'birocciai. Qui nacquero i famosi 'schioccatori' di frusta, che oggi accompagnano le bande musicali, ma che un tempo usavano l'arnese per sollecitare gli asini, guidarli e perfino per comunicare a distanza attraverso 'schiocchi' codificati.

Museo Civico
Nelle immediate vicinanze, una tappa da non mancare è il Museo civico intitolato a Giuseppe Ugonia, il famoso maestro litografo che ha saputo ritrarre il paese in opere di valore, alcune delle quali sono oggi esposte nei più prestígiosi musei del mondo. Oltre ai lavori di Ugonia, il museo conserva tele del Guercino e di Nicolò Paganelli, ceramiche settecentesche della fabbrica Fernianí di Faenza, terrecotte policrome e preziosi manufatti di oreficeria locale.

Convento dell'Osservanza

Appena fuori dalle mura, il convento dell'Osservanza occupa un posto di tutto rilievo. Autorizzato da Leone X nel 1518 quale dimora dei frati Minori osservanti, conserva nel porticato le ceramiche e una Pietà del brisighellese Giuseppe Rossetti detto "il Mutino". All'interno sull'altar maggiore, è posta una magnifica tavola del Palmezzano. A destra, un dipinto di Girolamo Marchesi detto "il Bagnacavallo'. Inoltre: tempere di Giuseppe Ugonia, cancellate e lampadari in ferro battuto di Eugenio Baldi e due chiostri, uno dei quali restaurato di recente.

Pieve di Thò
Sulla stessa strada, dopo aver sorpassato l'antico convento di San Bernardo, anch'esso meritevole di una visita, sulla sinistra appare la Pieve Thò, il più antico luogo di meditazione e preghiera della vallata. Intitolata a San Giovanni Battista, la leggenda collega la sua origine a un dono che Galla Placidia, figlia di Teodosio, volle offrire a Giove Ammone. La chiesa in stile romanico è costruita su schema basilicale a tre navate appoggiate su colonne di granito e marmo rosso di Verona, disuguali tra loro per spessore. Il campanile, alto 21 metri su base quadrata, risale circa al Mille.
I muri perimetrali presentano la caratteristica decorazione di archetti e lesene poste tra monofore. Nell'abside sta invece un'elegante bifora. Una volta entrati, lo sguardo è attratto oltreché da una statua lignea ad immagine della Madonna del melograno, da un capitello corinzio con foglie di acanto che funge da acquasantiera. La quarta colonna di destra reca scolpita un'iscrizione romana dell'epoca di Valentiniano Il. Nell'ultima di sinistra si osserva invece una conchiglia fossile che lascia supporre la provenienza del marmo dall'Egitto.
Nel presbiterio alcuni affreschi sono ritenuti anteriori all'anno Mille.
Misteriosa e piena di sorprese è la cripta che mette in luce la possibile utilizzazione della struttura a fini diversi dalla religione. Vasi in terracotta, ciotole, basamenti di colonne fanno da cornice ad una tomba romana alla cappuccina, ad un singolare e curioso elemento termale per inalazioni e al piccolo sarcofago contenente le ceneri di san Claro martire.

22/08/12

Olio Extra Vergine di oliva di Brisighella DOP

Tipo di prodotto

Olio extravergine di oliva, ottenuto da olive della varietà “nostrana di Brisighella”, raccolte direttamente dall’albero nel periodo compreso tra il 5 novembre e il 20 dicembre di ogni anno. Gli uliveti devono presentare una densità di impianto variante fra 200 e 550 piante per ettaro, a seconda dei sesti di impianto, e la produzione massima per ettaro non può superare i 5.000 chilogrammi.
La resa massima di olive in olio è del 18%. Per l’estrazione dell’olio, sono ammessi solo processi meccanici e fisici atti a produrre un olio che presenti il più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari originarie del frutto.


Le principali caratteristiche al consumo dell’olio di Brisighella sono le seguenti:
• colore: verde smeraldo con riflessi dorati;
• odore: di fruttato medio o forte con sensazione netta di erbe e/o ortaggi;
• sapore: di fruttato con leggera sensazione di amaro e leggera o media sensazione di piccante;
• acidità massima: non eccedente grammi 0,5 per 100 grammi di olio;
• acido oleico:>= 75,00%
• perossidi:<= 13 Meq02/Kg
Gli altri parametri sono conformi all’attuale normativa europea sugli oli di oliva.

Zona geografica di produzione
La zona di produzione comprende, in tutto o in parte, il territorio amministrativo dei comuni di Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio, Modigliana.

Curiosità storiche
L’ulivo è una pianta caratteristica della vegetazione a macchia mediterranea delle colline romagnole, fin dalla preistoria, dalla presenza spontanea dell’ulivo è stata caratterizzata da una vegetazione di macchia mediterranea dove l’ulivo cresceva naturalmente. Ancora oggi il paesaggio collinare è caratterizzato dalla presenza degli ulivi che si mescolano con le viti,. Nell’Alto Medioevo, gli archivi locali segnalano olivi sparsi e veri e propri oliveti sulle colline riminesi. A seguito però d’eventi climatici sfavorevoli, la coltura dell’ulivo agli inizi dell’ottocento andava scomparendo; ci volle quasi un secolo perché l’olivicoltura riminese riprendesse quota, fino ad arrivare ai successi e riconoscimenti attuali anche a livello Comunitario. Ma ancora oggi l’allevamento rispetta l’utilizzo delle tradizionali varietà locali, come il Correggiolo più resistente al freddo ed in grado di produrre oli di ottima qualità.
La produzione dell’olio di oliva nel territorio di Brisighella ha origini antichissime, confermate anche dal ritrovamento di un piccolo frantoio ad uso familiare risalente all'epoca romana. Testimonianze scritte sull'attività oleicola nella zona di produzione si trovano a partire da documenti ed atti notarili del XV - XVI secolo, per arrivare fino a testi del secolo scorso. Il passaggio da una produzione destinata principalmente all'autoconsumo alla commercializzazione è invece storia recente, iniziata con la fondazione del frantoio sociale della Cooperativa Agricola Brisighellese nel 1970.

L'uso in cucina
E' un olio molto pregiato e il suo uso è spesso riservato al condimento di pietanze ricercate. Le sue caratteristiche sono esclusive e riconoscibili, l’aroma è intenso e delicato con note che ricordano il carciofino verde e l’erba appena tagliata. Fluido al palato, le note dolci, amare e piccanti sono presenti in misura equilibrata e armonica. Tra gli abbinamenti gastronomici, è eccelle su pesce, carne e selvaggina.

Una ricetta
GARGANELLI ALLE VONGOLE CON SCALOGNO DI ROMAGNA, OLIO DI BRISIGHELLA, PICCOLO SFORMATINO DI ERBE AROMATICHE E FILETTI DI
TRIGLIA AL SALE DOLCE DI CERVIA
Ingredienti per 6 persone
500 g di Garganelli, 900 g di vongole dell’Adriatico, 200 g di zucchine , 300 g di
Scalogno di Romagna IGP, 12 piccoli filetti di triglia nostrana, olio extravergine di
oliva di Brisighella DOP, sale dolce di Cervia, 1 spicchio di aglio, 10 g di maizena,
prezzemolo tritato, vino bianco, pepe nero
Per lo sformatino: 1/2 litro di latte, 100 g di farina, 100 g di burro, 1 mazzetto di
erbe aromatiche (timo, maggiorana e basilico), 6 filetti di triglia nostrana, sale dolce
di Cervia

Preparazione
Con l’olio di Brisighella rosolare l’aglio in camicia e aggiungere le vongole ben lavate, il prezzemolo e un goccio di vino bianco, cuocere alcuni minuti fino ad apertura delle vongole, salare e pepare. Sgusciare le vongole e mantenere l’acqua di cottura.
Tagliare a rondelle sottili lo Scalogno di Romagna, infarinare e friggere in olio di Brisighella. Tagliare le zucchine solo la parte verde a mezza luna e rosolare con poco olio, aggiungere le vongole, l’acqua di cottura e legare la salsa con pizzico di maizena. Rosolare i filetti di triglia con il sale dolce di Cervia. Cuocere i Garganelli in abbondante acqua bollente salata, colarli e condirli con la salsa di vongole e zucchine.
Per lo sformatino: fare una besciamella consistente con il latte il burro e la farina. Rosolare con l’olio di Brisighella a fuoco vivace 6 filetti di triglia, salare e pepare. Tritare le erbette aromatiche. Unire tutti gli elementi e regolare di sale e pepe. Ungere gli stampini e riempire con il composto. Mettere in forno a 160 gradi per 20 minuti.
Comporre il piatto mettere al centro i Garganelli con sopra lo scalogno fritto, a lato lo sformatino e i filetti di triglia. Guarnire il piatto con alcune foglioline di erbette aromatiche.
Un filo di olio extravergine di Brisighella a crudo completerà il piatto.

Vino consigliato: Albana di Romagna DOCG

Una curiosità
La varietà d’ulivo che per le sue eccellenti qualità ha portato fama all’olio di Brisighella DOP è quella “Nostrana”, presente in misura mai inferiore al 90%. La raccolta avviene ancora oggi a mano, su terreni anche di forte pendenza, dai primi di novembre fino a Natale. Viene sempre spremuto entro 4 giorni dalla raccolta, uno dei segreti che rende quest’olio tanto speciale.


Contatti
Consorzio Produttori dell’olio
Extra Vergine di oliva “Brisighella”
Corso Garibaldi, 2
48013 Faenza (RA)
Tel. +39 0546 81103
Fax +39 0546 81497
www.brisighelladop.com
info@brisighelladop.it



10/08/12

Itinerari cicloturistici e in mountain-bike

Brisighella, Cà Moreda, Conca d'Oro, M. del Tesoro, Casone di Tura, Brisighella


Dettaglio itinerario: Essendo l'itinerario prettamente tecnico per informazioni sul percorso contattare la Pro-loco di Brisighella (iat.brisighella@provincia.ra.it) dove è possibile acquistare il libro "9 itinerari in mountain-bike" all'interno del quale è contenuto l'itinerario sopra indicato.
Modalità di svolgimento: Si tratta di un percorso di Km. 27,5 di cui 11,6 Km. asfaltati e 15,9 Km. di strada sterrata.
Notizie aggiuntive: Durante il percorso si trova al Km. 24 l'Osteria "Ponte Nono".
Periodi di svolgimento: Il percorso può essere effettuato durante tutto l'anno anche con terreno bagnato.


Brisighella, Casale, M. Melandro, Lago, Valpiana, S. Eufemia, Brisighella

Dettaglio itinerario: Essendo l'itinerario prettamente tecnico per informazioni sul percorso contattare la Pro-loco di Brisighella (iat.brisighella@provincia.ra.it) dove è possibile acquistare il libro "9 itinerari in mountain-bike" all'interno del quale e contenuto l'itinerario sopra indicato.
Notizie aggiuntive: Durante il percorso si incontrano i seguenti punti di ristoro:
al Km. 7 l'Azienda Agrituristica "F.lli Lecca"
al Km. 34 l'Osteria "Ponte Nono
Modalità di svolgimento: Si tratta di un percorso di media difficoltà di Km. 36,4 di cui 23 asfaltati e 13,4 sterrati.
Periodi di svolgimento: Il percorso può essere effettuato durante tutto l'anno anche con terreno bagnato.

Brisighella, Fognano, Via Ramona, Rontana, Baia Volpe, Brisighella


Dettaglio itinerario: Essendo l'itinerario prettamente tecnico per informazioni sul percorso contattare la Pro-loco di Brisighella (iat.brisighella@provincia.ra.it) dove è possibile acquistare il libro "9 itinerari in mountain-bike" all'interno del quale è contenuto l'itinerario sopra indicato.
Notizie aggiuntive: Al Km. 3 del percorso si trova l'Osteria "Ponte Nono".
Modalità di svolgimento: Si tratta di un percorso facile di Km. 13,5 di cui 7,4 Km. asfaltati e 6,1 Km. sterrati.
Periodi di svolgimento: Il percorso può essere effettuato durante tutto l'anno anche con terreno bagnato fino al Km. 10,53.

Brisighella, Pieve Thò, Pracchio, Paglia, Brisighella


Dettaglio itinerario: Essendo l'itinerario prettamente tecnico per informazioni sul percorso contattare la Pro-loco di Brisighella (iat.brisighella@provincia.ra.it) dove è possibile acquistare il libro "9 itinerari in mountain-bike" all'interno del quale è contenuto l'itinerario sopra indicato.
Notizie aggiuntive: Al Km. 9 del percorso si trova l'Azienda Agrituristica "F.lli Lecca".
Modalita di svolgimento: Si tratta di un percorso facile di Km. 18, 5 quasi tutti asfaltati.

Periodi di svolgimento: Il percorso può essere effettuato durante tutto l'anno.

Brisighella, Vespignano, M. Mauro, Cò di Sasso, Villa Vezzano, Brisighella

Dettaglio itinerario: Essendo l'itinerario prettamente tecnico per informazioni sul percorso contattare la Pro-loco di Brisighella (iat.brisighella@provincia.ra.it) dove è possibile acquistare il libro "9 itinerari in mountain-bike" all'interno del quale è contenuto l'itinerario sopra indicato.
Notizie aggiuntive: Al Km. 25 del percorso si trova l'Azienda Agrituristica "Torre del Marino".
Modalità di svolgimento: Il percorso, di media difficoltà, e di 32 Km. di cui 20,5 Km. asfaltati e 11,5 Km. sterrati.
Periodi di svolgimento: L'itinerario può essere effettuato durante tutto l'anno anche con terreno bagnato fino al Km. 14


Organizzazione: Libera.

Ulteriori informazioni/Further information:
http://www.terredifaenza.it/scoprire_territorio/itinerari_consigliati/ter_bike/081.html




03/07/12

Parco Carnè e Centro Visite Rifugio Cà Carnè - Carnè Park and the Visit Centre Hut Cà Carnè

Il Parco della Vena del Gesso Romagnola è ricco di grotte e altri fenomeni carsici formatisi per erosione delle acque nel terreno gessoso. La grotta Tanaccia è un adelle più belle e conosciute dell'intera Vena del Gesso Romagnola e presenta un percorso ipogeo con ambienti suggestivi arricchiti da interessanti fenomeni carsici. E' visitabile solo con guida ed un'attrezzatura che viene messa a disposizione dagli speleologi. Indossare calzature adatte.

DOVE: Parco Carnè Brisighella

QUANDO: dal 01.04.12 al 28.10.12

Informazioni e contatti
Centro Visite Ca' Carnè

Tel:  +39 339 2407028
ghirelli@comunitamontana.ra.it
www.parcovenadelgesso.it

Visita la Grotta Tanaccia/Visit the Tanaccia Cave
Un articolo sul Parco


Il Parco Naturale Carnè venne istituito nel 1973 su iniziativa della Provincia di Ravenna e dei Comuni di Faenza e Brisighella. Il nucleo originario del Parco, circa 40 ettari, rappresenta un concentrato di tutti i più caratteristici aspetti geologici della Vena del Gesso. Vi si possono, infatti, osservare sia fenomeni carsici superficiali (doline, erosioni a candela, bolle di scollamento), sia fenomeni sotterranei quali inghiottitoi, risorgenti, pozzi. Si giunge a Ca Carnè, centro-visite e foresteria del Parco, grazie ad una carraia campestre che scende tra vaste doline, una sulla sinistra molto ampia e erbosa, l'altra, invece, sulla destra, più selvaggia e nascosta da fitta vegetazione. Sono degne di menzione, inoltre, le doline "Catino di Pilato", ai piedi di Monte Rontana, le doline gemelle nell'Abisso Faenza e la piccola dolina detta "Dolina del Gufo". Il Parco rappresenta un esempio ben conservato dell'ambiente floristico e vegetazionale della Vena del Gesso. Tra le specie arboree presenti vari aceri, il sorbo domestico, il ciavardello, il ciliegio selvatico, il castagno, l'olmo campestre e il cerro nonché tiglio selvatico e frassino maggiore. In primavera si susseguono splendide fioriture di specie protette quali il dente di cane e le orchidee, inoltre, nei microambienti più freschi e umidi vegeta la felce lingua cervina. Il Parco Carnè è popolato da una diversificata fauna. Sono presenti: il topo quercino, il riccio, lo scoiattolo, il ghiro, la volpe, il tasso, la puzzola e l'istrice. Si possono incontrare caprioli e cinghiali. Negli ambienti ipogei vivono numerosi pipistrelli di varie specie. Tra gli uccelli sono degni di menzione, il picchio verde, l'upupa e la rarissima e coloratissima ghiandaia marina. Nel Parco nidifica il Gufo reale nonché sparvieri, poiane e civette.

Notizie aggiuntive: Presso il Parco Carnè è possibile pernottare telefonando al numero  0546/81468.
Il Parco rappresenta il luogo ideale per trascorrere giornate o brevi vacanze immersi nel silenzio e nelle bellezze della natura; inoltre da maggio a settembre il Parco propone un ricco calendario di eventi e manifestazioni, visite guidate ed escursioni didattiche.


Orari:
Centro visitatori del Parco:
Da Gennaio a Marzo - da Ottobre a Dicembre:
Sabato, Domenica e festivi dalle ore 9.00 alle 17.00
Da Aprile a Settembre:
tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 20.00

Tariffe:
L'accesso al parco è gratuito. E' prevista una spesa a persona per chi desidera pernottare o usufruire del servizio foresteria, per chi desidera campeggiare o partecipare al calendario di attività del Parco.

Come arrivare: Da Brisighella imboccare la provinciale per Riolo Terme e dopo circa 3 Km. di strada panoramica, in prossimità del Ristorante "Da Mario e manicomi", si scorge sulla sinistra il cartello indicante il Parco Carnè. Seguire le successive indicazioni che conducono al parcheggio adiacente l'ingresso al Parco. Qui lasciare le vetture e proseguire per circa 1 Km. su strada non asfaltata (è severamente vietato introdurre veicoli non autorizzati al Parco Carnè).


05/04/12

PIEVE di SAN GIOVANNI IN OTTAVO detta PIEVE DEL THO

Poco oltre un chilometro da Brisighella, si trova la Pieve più antica sorta nella Valle del Lamone detta “Pieve del Tho”. Le sue origini sono assai remote e la fanno risalire a Galla Placidia, figlia di Teodosio, che l’avrebbe fatta erigere con i resti di un tempio dedicato a Giove Ammone.
L’epoca della sua costruzione è ignota, probabilmente sorse tra l’VIII e il X secolo.
È detta “in ottavo” perché collocata all’ottavo miglio della strada (“Faventia”) romana voluta da Antonino Pio (3°sec. d.c.) che congiungeva Faenza con la Toscana. Suggestivo tempio in stile romanico, a pianta basilicale, a tre navate, divise da archi che poggiano sopra undici colonne di marmo grigio e una di Verona, molto diverse fra loro come spessore e larghezza (forse di materiale di reimpiego di un antico preesistente tempio dedicato al dio Giove Ammone). 

02/04/12

Un cammino da percorrere: il Sentiero del Tempo

L'idea di un "Sentiero del Tempo" è germogliata principalmente da un amore: quello per la propria terra; da un desiderio: la voglia di condividerne suggestioni ed incanto; da un impegno: il lavoro dei volontari della Pro Loco di Brisighella. Con una connotazione particolare e una finalità ben precisa, da offrire non solo ai turisti di passaggio, ma soprattutto ai brisighellesi: un percorso che serva a riappropriarsi del proprio patrimonio naturale e culturale, ad assaporare una bellezza grauitamente elargita, a sentire tutto questo un bene comune da migliorare, far conoscere, tutelare. Un sentiero quindi un po' diverso dagli altri, un sentiero che sia anche cammino interiore di consapevolezza e responsabilità.
Camminare nella "Vena del Gesso" e nella storia:
... c'è un tempo geologico che ha il passo lungo milioni di anni e un tempo storico che, in millenni e secoli, innalza torri e sedimenta rovine ... il tempo delle stagioni ha il passo leggero e veloce, con colori e profumi sempre uguali e sempre diversi che si legano all'anima e vi imprimono il sapore della terra ... ma c'è anche un tempo interiore e soggettivo che sgrana i giorni sulle orme dei ricordi e dei sogni...
Il "Sentiero del Tempo" abbraccia in un solo percorso le molteplici sfaccettature di questo incessante divenire.
Presso la Proloco di Brisighella, sotto la via degli Asini, sono disponibil i depliant che vi aiuteranno a percorrere più facilmente il Sentiero e a goderne i magnifici paesaggi.

The Path of Time
Per ulteriori informazioni/For further information:
Pro Loco Brisighella/Brisighella Tourist Office
P.tta. Porta Gabalo,
Brisighella
Ravenna, ITALY
T / F: +39054681166
http://www.brisighella.org/












Acquista i prodotti della terra di Brisighella on-line su:
Buy the products of the land of Brisighella on-line on:

Grotta Tanaccia - Escursioni speleologiche guidate/The Tanaccia cave guided excursion

GROTTA TANACCIA: E' possibile effettuare le escursioni speleologiche guidate senza necessità di prenotazione da maggio a settembre, tutti i venerdì. Visita guidata della grotta Tanaccia ore 10. Sono necessari scarponcini da trekking. Costo € 12.
Visite guidate con prenotazione dal 1 aprile al 30 ottobre, previa prenotazione telefonica al 339/2407028 - Sig. Ivano Fabbri.
Dal 1 novembre al 28 febbraio le escursioni guidate verranno sospese per rispettare il letargo dei pipistrelli.

TANACCIA CAVE: it is it possible to carry out the speleological excursions tours without reservation from May to September, every Friday. Tanaccia Cave Tour starts at 10 a.m.. Hiking boots are required. Cost € 12.
Guided tours with reservation from 1 April to 30 October, after telephone booking at +39339/2407028 - Mr. Ivano Fabbri.

From 1 November to 28 February the guided tours will be suspended for the hibernation of bats.

Booking: +39 339 2407028 (ask for Mr. Ivano Fabbri)

Ufficio Informazioni Turistiche Brisighella/Brisighella Tourist Office
P.tta. Porta Gabalo
Brisighella
Ravenna, ITALY
T / F: +39054681166
http://www.brisighella.org/
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