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11/04/12

Proposte varie di itinerari spirituali: Bocca di Rio, Rivacciola, Abbazia di Valsenio, la Via dei Romei


Pellegrinaggio a Bocca di Rio

Itinerari dettaglio: La partenza è fissata alle 03.00 del mattino dal Piazzale della Chiesa S. Maria Assunta. Si percorre la SS 306 sino al bivio che conduce alla Parrocchia di S. Rufillo; una volta qui si prosegue lungo strade che si snodano fra boschi, sino a giungere a Castel del Rio, per poi proseguire fra boschi e castagneti sino ad arrivare a Piancaldoli, per la sosta del pranzo.
Nel pomeriggio si riparte seguendo la strada asfaltata, fino a fiancheggiare il Sasso di San Zenobi. Di qui prendere la Strada Statale fino a un certo punto, dove si deve proseguire lungo i campi per arrivare a Monte Albano dove ci si fermerà per il pernottamento. Il giorno successivo si riparte alle ore 06.00 proseguendo la strada asfaltata e attraversando alcuni paesi come Pietra Mala, fino a giungere al Passo della Futa, dove si continua attraversando boschi e arrivando cosi a S. Giacomo. Il Santuario Bocca di Rio, viene raggiunto dopo circa 45 minuti, dove una volta arrivati viene celebrata la Santa Messa come conclusione del pellegrinaggio.
Notizie aggiuntive: Il pellegrinaggio a Bocca di Rio, nato per seguire l'esempio di altri percorsi spirituali analoghi, come quello di Santiago de Compostela, è stato fatto per la prima volta nel 1989.
Modalita di svolgimento: Si tratta di un pellegrinaggio di circa Km. 70 che si effettua in due giorni.
Periodi di svolgimento: Il pellegrinaggio si svolge ogni anno l'ultimo fine settimana del mese di agosto.

Organizzazione: La partenza per il pellegrinaggio è dal piazzale della Chiesa Arcipretale Santa Maria Assunta.

Contatti:
Telefono: Per ulteriori e dettagliate informazioni relative il pellegrinaggio è possibile telefonare alla Chiesa S. Maria Assunta di Casola Valsenio: 0546/73946



Pellegrinaggio a Rivacciola

Contatti:
Per ulteriori e dettagliate informazioni telefonare alla Chiesa Santa Maria Assunta di Casola Valsenio (0546/73946)
Ufficio informazioni turistiche di riferimento: 

Itinerari dettaglio: Il pellegrinaggio al santuario di Rivacciola si fece per la prima volta nel 1968. Si và cosi a concludere il mese di Maggio, il mese della Madonna. Partendo dal Piazzale davanti alla Chiesa di Santa Maria Assunta, si segue la SS 306 per circa km 10, sino a giungere alla Chiesa di Rivacciola, in cui viene celebrata la Santa Messa.
Notizie aggiuntive: La Chiesa di Rivacciola, è un grazioso santuario settecentesco, dedicato alla Madonna della Misericordia.
Periodi di svolgimento: Il percorso può essere effettuato durante tutto l'anno.
Organizzazione: Libera

Abbazia di Valsenio


Indirizzo: A 2 km da Casola Valsenio in direzione di Riolo Terme lungo la SS 306.
Contatti:
Telefono: 0546-73033 (U.I.T. Casola Valsenio)
E-mail: proloco.casolavalsenio@gmail.com
Testo analitico: L'Abbazia di Valsenio si trova a circa due chilometri da Casola Valsenio, in direzione di Riolo Terme, lungo la SS 306. Essa fu fondata dai Monaci Benedettini attorno all'anno 1000. Si pensa essere stato il primo nucleo abitato della Vallata del Senio. Non sappiamo da quanti monaci fosse abitato il monastero, ma la vasta mole della Chiesa e il fatto che si senta l'esigenza di creare alle sue dipendenze, a circa 600 metri a sud-ovest, una foresteria che si chiamerà "Il Cardello", e che sarà, molti secoli dopo la casa paterna di Alfredo Oriani, fa supporre che si trattasse di una comunità di una quindicina di elementi sotto la guida di un abate.
L'Abbazia è caratterizzata dal Chiostro a cui si accede dal portone a destra della Chiesa. Qui troviamo il vecchio pozzo con vera del 1500, che fornisce abbondante e fresca acqua sia per la casa sia per le cantine poste sotto il piano del chiostro.
Dal chiostro mediante una scala si accede alla canonica ristrutturata ed adattata ad abitazione del parroco, scomparendo così la sala capitolare e diverse celle dei monaci.
Sulla scala c'e un'edicola dov'era posta una statuetta della Madonna di foggia Bizantina, che ora è stata portata all'interno. Dal chiostro si accede, inoltre, alla vecchia sagrestia che oggi funge da "cappella invernale". Pur nella sua rustica modestia, è uno dei pochi ambienti che ancora e rimasto indenne alle manomissioni; e infatti ancora visibile il vecchio pavimento in cotto.
La facciata della Chiesa, in stile romanico è stata recuperata dalle intonacature che l'avevano totalmente deturpata. Purtroppo la Chiesa subì pesanti manomissioni durante i secoli. Tutta la Chiesa era senza intonaco e non aveva che le tre facciate nude divise da otto colonne o pilastri per parte. La navata centrale terminava con il catino dell'abside affrescato. Oggi, in seguito a restauri non felici e rispettosi, è tuttavia possibile vedere il soffitto riportato a capriate, com'era in passato.
All'interno si conservano una pieta di terracotta in stile bizantino e una statua di S. Francesco opera di scultori faentini. (Ballanti e Graziani).

Notizie aggiuntive: Alla vita agreste dei monaci beendettini è legata "L'Antica Fiera di Valsenio" che si svolge presso l'Abbazia nel mese di maggio.
Orari:
Attualmente l'Abbazia è in fase di ristrutturazione ed è visibile solo esternamente.
Tariffe:
Gratuità: Sempre
Come arrivare: L'Abbazia è facilmente raggiungibile.
Da nord:si esce al casello autostradale di Imola, si segue la via Emilia (SS 9) in direzione Rimini fino all'altezza di Castel Bolognese. Da qui si svolta a destra e si segue la SP 306 per Casola Valsenio.
Da Sud:si esce al casello autostradale di Faenza, si segue la via Emilia (SS 9) in direzione Bologna fino all'altezza di Castel Bolognese. Da qui si svolta a sinistra e si segue la SP 306 per Casola Valsenio.




U.I.T. Casola Valsenio


Via Roma, 50
48010 - Casola Valsenio RA
Tel: 0546-73033
Fax: 0546-76033
email: proloco.casolavalsenio@gmail.com





La Via dei Romei

Valle del Senio: Casola ValsenioRiolo Terme
Valle del Lamone: BrisighellaFaenza


Introduzione generale
:
  • Gli itinerari storico religiosi proposti, che si rifanno agli antichi romei, si snodano tra le vallate dei torrenti Senio e Lamone ed hanno un forte carattere storico e naturalistico-ambientale. Le tappe ricostruiscono un quadro storico e demografico culturale delle vallate faentine dal neolitico fino al tardo medioevo.
  • La valle del Senio presenta forme di frequentazione che dal neolitico arrivano fino all’età romana. In tale epoca i fiumi con le loro valli costituivano dei poli di accentramento per le genti, e naturali percorsi di collegamento tra i singoli nuclei demografici (cosiddette villae).
  • La valle del Lamone, assume particolare importanza rispetto alle valli contigue, per la funzione di transito appenninico. Ne è testimonianza l’esistenza di una strada la cui costruzione risale ai primi decenni del II secolo a.C., in seguito al sorgere della località di Faenza (da cui il nome di Via Faventina) che fungeva da collegamento tra il Tirreno e l’Adriatico.
L’epoca Medioevale segna il culmine di un plurisecolare processo di avanzamento e diffusione degli abitati. Le Rationes Decimarum (decime pagate dai singoli istituti ecclesiastici alla curia romana) forniscono un quadro complessivo della situazione e informano dell’esistenza di decine di chiese rurali.
A partire dal X secolo, in seguito a una lunga serie di invasioni di popoli provenienti dal Nord, proliferano i castelli come centri del potere signorile  (incastellamento) che esercitano, su base locale, un importante funzione aggregativa.
Le vicende politico-sociali e religiose che hanno caratterizzato il Medioevo sono ancora oggi testimoniate dalle rocche, le torri, i castelli con le loro pievi, diffusi un po’ ovunque. Per la maggior parte essi sono costruiti sulle asperità del territorio della Vena del Gesso, per essere più difficilmente accessibili.


La Vallata del Senio: Casola Valsenio
A partire da Castel Bolognese, lungo la vallata del fiume Senio, si snoda, la SS 306 Casolana-Riolese, che consente di valicare l’Appennino e giungere in Toscana.
Percorrendo la Valle del Senio, il viaggiatore si immerge poi nel variopinto paesaggio profumato dalle piantagioni di lavanda e delle erbe officinali sino a Casola Valsenio.
La località ha una storia antichissima documentata dai ritrovamenti archeologici, che denunciano stanziamenti umani attribuibili al VII-IV secolo A.C. Il primitivo nucleo abitato di Casola è da individuare in località Chiesa di Sopra. L'attuale stanziamento lungo la riva sinistra del fiume Senio, ebbe luogo fra il basso medioevo e gli inizi dell’età moderna, con un progressivo spostamento dell’abitato.
A circa un chilometro dall'abitato di Casola, si trova l'Abbazia di Valsenio che, al pari della vicina San Pietro in Sala, svolse un ruolo fondamentale nella storia religiosa ed economica della zona.  Nel medioevo infatti i monaci benedettini, si dedicarono alla bonifica dei terreni della media vallata del Senio, favorendo l’introduzione di nuove colture, come ad esempio quella dell’ulivo.
Sul lato opposto della strada, a poche centinaia di metri di distanza dall’Abbazia, sorge il "Cardello", originariamente hospitium dell’Abbazia stessa. La documentazione non consente di datare con precisione la fondazione dell’edificio. Si ritiene tuttavia che la sua costruzione seguisse di pochi anni quella della vicina abbazia.
Sempre lungo la Casolana, ai confini con la provincia di Firenze, sorge poi la Pieve di Sant'Apollinare. L'edificio di culto, pur pesantemente rimaneggiato all’interno, ancora oggi mostra nelle forme architettoniche un legame con quel gusto definito solitamente "romanico padano".


La Vallata del Senio: Riolo Terme

A partire da Castel Bolognese, lungo la vallata del fiume Senio, si snoda, la SS 306 Casolana-Riolese, che consente di valicare l’Appennino e giungere in Toscana.
Percorrendo la Casolana, su un altopiano costeggiato dal fiume Senio, il viaggiatore incontra Riolo Terme e il suo territorio, dai riferimenti storici antichissimi (Neolitico). La sua fama è dovuta sopratutto alle acque minerali: per le loro proprietà terapeutiche furono frequentate in epoca romana e medioevale ed affollate dal periodo napoleonico in poi.
La caduta dell’Impero Romano e la conseguente crisi economica, immiserì gravemente e spopolò il territorio della Vallata. Segni di ripresa si ebbero solo a partire dal IX secolo, grazie alla attività dei frati benedettini. Ad essi risale la costruzione dell’importante Abbazia benedettina San Pietro in Sala, i cui resti si trovano ora inglobati in una casa colonica in località Laderchio.
Come gran parte degli insediamenti collinari medioevali, anche l’abitato di Riolo si stabilì sull’altopiano. La costruzione della Rocca si fa risalire al 1388, sotto il dominio dei Bolognesi.


La Vallata del Lamone: Brisighella
Sulla SS 302 Faentina, seguendo il corso del fiume Lamone, si giunge a Brisighella. Si tratta di un percorso sfruttato ininterrottamente dall’antichità, il cui uso fu probabilmente incrementato nel medioevo come alternativa alla litoranea via Flaminia, per raggiungere Roma.
Le origini della cittadina sono piuttosto misteriose, ma sembra, che già al tempo dei romani esistesse a Brisighella un piccolo centro, abitato dai cavatori di gesso; la nascita dell’attuale centro abitato è tradizionalmente attribuita a Maghinardo Pagano, il più grande condottiero che la Romagna ebbe nel medioevo.
La leggenda vuole che sia stato sepolto con la tonaca "vallombrosana", cioè convertito, fatto che lo accomuna a quei grandi guerrieri che, sulla scia di Lancillotto, abbandonarono la vita terrena confortati da mistiche ispirazioni religiose. Maghinardo, in opposizione a Francesco Manfredi, avrebbe fatto erigere una torre in grossi blocchi di selenite, origine dell’attuale Rocca, posta sul colle che sovrasta l’abitato.
L’impianto del centro urbano di Brisighella è medioevale ed è caratterizzato da un’architettura civile tipicamente collinare, in cui spicca la cosiddetta "Via degli Asini" , un camminamento sopraelevato protetto da un portico, che in passato aveva una funzione di difesa sino a diventare la sede dei birocciai locali, che tenevano i loro asini nei "cameroni" del Borgo.
A pochi chilometri da Brisighella, lungo il tracciato appenninico della "Faventina", si trova la Pieve di San Giovanni in Ottavo (più comunemente conosciuta come Pieve del Thò), che una leggenda vuole costruita per volontà di Galla Placidia.


La Vallata del Lamone: Faenza
La SS 302 Faentina è un tracciato che da Ravenna conduce a Faenza, tagliando la pianura a nord della via Emilia non perpendicolarmente ad essa, seguendo l'antico percorso del fiume Lamone.
Faenza è una città di impianto romano (il nome deriva da Faventia) sviluppatasi in epoca tardorepubblicana lungo il percorso della via Emilia ed in prossimità del fiume Lamone.La città è nota per la produzione di ceramica, una fama che ha indotto ad identificare, per molti anni, la storia della maiolica italiana nella storia della maiolica faentina.
La struttura urbanistica dell'attuale centro storico ricalca sostanzialmente l'impianto romano, sebbene gli interventi posteriori abbiano in alcuni casi scompaginato la regolare griglia primitiva.
La prima pietra dell'odierna cattedrale fu posta nel 1474 per volontà del vescovo Federico Manfredi. La consacrazione dell'edificio di culto si ebbe solo dopo molti anni nel 1581.
Nell'attuale struttura urbana emergono poche vestigia dell'edilizia culturale che nel medioevo dominava il centro della città. La basilica di Santa Maria foris portam, o Santa Maria Vecchia, da molti ritenuta, erroneamente, la primitiva cattedrale della città, è il più antico edificio di culto faentino di cui si abbia notizia. Il campanile, costruito probabilmente nel X-XI secolo, costituisce, per la sua pianta ottagonale, un unicum che non ha confronti in regione e che ha portato ad ipotizzare che la struttura insista sulle murature di un precedente battistero.
La cripta della chiesa dei Santi Ippolito e Lorenzo, è quanto sopravvive di una chiesa medioevale, di cui si ignora la sicura cronologia, sostituita da un nuovo edificio fra il 1771 e il 1774.
La chiesa di Santa Maria Maddalena della Commenda, venne fondata con l'annesso Ospizio del Santo Sepolcro, forse nei primi anni del XII secolo. Di questo primitivo complesso, nato come Commenda dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, poi dei Cavalieri di Malta, restano poche tracce.

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